venerdì 20 luglio 2012

Diario festivaliero - #2

Ieri sono arrivato alle otto e mezza nel posto dove fanno i film, non ero proprio in forma, ero stato troppo al mare, anzi, venivo direttamente da lì, tutti quanti erano vestiti da sera, io ero l'unico col costume e le ciabatte, ma vabbè. In più di pomeriggio avevo fatto un sacco di flessioni, è un periodo che faccio le flessioni, è una cosa che lascia sorpreso me per primo, l'altro giorno mi ha telefonato una mia amica da Roma, mi ha chiesto "che stavi facendo?", e io: "le flessioni", e lei "perché?", e io non ho saputo cosa risponderle. Comunque ho visto un cortometraggio, s'intitolava Munnizza ed era girato con una tecnica mista di disegni animati e immagini dal vero, e ricordava Peppino Impastato citando le sue poesie e una puntata della sua trasmissione radiofonica, verso la fine c'era anche una foto di Pasolini, e vabbè. Poi hanno proiettato due documentari di Roberta Torre, il primo era girato nel quartiere Tiburtino terzo di Roma, erano delle interviste ad alcuni ragazzi di quella borgata, come vivi, cosa sogni ecc. (a un certo punto c'era un ragazzo che si prostituiva, entrava in una macchina e faceva sesso orale col guidatore, io ho mormorato "nooo, ci sono anche dei bambini", nel senso che c'erano dei bambini fra il pubblico, la mia amica si è voltata sconvolta a guardarmi, ha detto "cosa?", ho ripetuto "ci sono dei bambini", e lei "ah, ecco, avevo capito 'ci sono anche dei pompini'"), e una delle ultime domande ai borgatari riguardava Pasolini, e vabbè. Il secondo documentario s'intitolava La notte quando è morto Pasolini, era un'intervista a Pelosi a proposito del fatto che non è stato lui a uccidere Pasolini. Poi ci siamo spostati sulla piazza, due signori si sono messi a parlare di giustizia, e di Falcone e Borsellino, e della Mafia, e della trattativa con lo Stato, e anche loro a un certo punto ci hanno infilato in mezzo Pasolini, non so, tutto questo infilare Pasolini ovunque mi ha fatto lo stesso effetto di Berlusconi il giorno prima, ma ripeto, sono fatto male io. E poi con questa mia amica sono andato a vedere il secondo spettacolo dei film veri e propri, davano Missione di pace, un film divertente sullo scontro fra un capitano dell'esercito e suo figlio antimilitarista, c'era anche Bugo in divisa che per tutto il film non dice una parola, canta e basta con la chitarra, un po' come fa Seu Jorge in Life aquatic di Wes Anderson, ma vabbè. E fra le altre canta anche la canzone che fa: "stare in casa è qualcosa di... spettacolare", la mia amica mi ha detto che le faceva pensare a me, io le ho detto che anche a me faceva pensare a me, e infatti poi mentre tornavo a casa in bicicletta canticchiavo Casalingo, e pensavo che restarsene tranquilli in casa è la cosa più sottovalutata del mondo.

5 commenti:

  1. Finalmente un critico cinematografico che mi piace. Cerca di non morire giovane anche tu.

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  2. Allora Stefano, io ho capito una cosa: in questo paese se vuoi diventare famoso (tipo pubblicare libri, farti produrre film ecc.) devi parlare male di Berlusconi e parlare bene di Pasolini. Sempre! E infilarli sempre dappertutto pure in un'opera, che so, che parla del teatro Bunraku giapponese.
    Berlusconi e Pasolini, ricordati, dove li metti li metti, ti danno sempre quell'aria di intellettuale impegnato che fa tanto... intellettuale impegnato, appunto. :-D
    Belle le tue bio-recensioni. :-)

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    1. P.S.:
      ricordo ancora la recensione, mi pare di Lietta Tornabuoni (ma potrei anche sbagliarmi, comunque una critica famosa) de Il Cavaliere oscuro in cui riuscì a metterci in mezzo Berlusconi. Dio Santo, e vabbè che il "cavaliere oscuro" si presta come gioco di parole, ma se stai recensendo un film su Batman... *azzo c'entra. :-D

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    2. Ahahah, è vero, Berlusconi ce lo mettono ovunque..!

      s

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    3. @Biancaneve: mica tanto vero che, se parli sempre di Pasolini, ti garantisci l'aria da intellettuale. Di tutti gli intellettuali italiani, è stato uno dei bistrattati dalla storia e dalla cultura. Quando lo si tira fuori, è solo per rispolverare la storia dell'omosessualità o dell'omicidio a sfondo sessuale, oppure per gettare un'ombra complottista sul presente. Di qui a vederlo citato nei libri, nei saggi e nelle pubblicazioni in genere ne passa....

      elisa

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