sabato 21 luglio 2012

Diario festivaliero - #3

Ieri pomeriggio sono andato al mare, era una giornata bellissima, forse la migliore di quest'estate, non c'era né vento né umidità, a un certo punto un bambino, il figlio di una turista, giocava con le docce, un signore locale lo ha richiamato, gli ha urlato "OOOOOOOOH! Vuoi chiudere l'acqua?", il bambino ha obbedito, il signore ha aggiunto "ti manderei fra i tuareg, ti manderei". Poi sono tornato a casa perché non volevo andare al festival di nuovo in costume, ho fatto la doccia, mi sono cambiato, e siccome l'altro ieri avevo fatto uno sforzo enorme per restare sveglio fino all'una, mi sono fatto anche una moka di caffè, e ho pensato che non avevo mai preparato una moka a quell'ora della sera in vita mia, massimo alle cinque, toh, sei, e infatti il caffè aveva un sapore diverso, sapeva più di orzo, che di caffè. Alle otto e mezza ho preso la bici e ho pedalato verso il festival, per strada un pipistrello mi ha volteggiato un paio di volte intorno alla testa, e alla stazione degli autobus ho visto un autista addormentato abbracciato al volante di un autobus in sosta. Il cortometraggio di ieri s'intitolava 41, ed era ambientato in un museo d'arte, c'era un signore, il protagonista, che con uno di quei telefoni istruttivi da museo riusciva a conoscere le vite delle persone, compresa la propria. Poi hanno proiettato un documentario intitolato Ho visto cose, su un certo Rol, una specie di medium torinese che conoscevano tutti tranne me, e infatti poi tutti quelli che incontravo mi dicevano "come! Non sai chi è Rol?" Alle undici ho visto un film intitolato Maledimiele, su una ragazza anoressica o bulimica, non ho capito bene, comunque con seri disturbi dell'alimentazione, e quando la ragazza s'ingozzava per bene, una signora seduta dietro di me puntualmente diceva "adesso vomita", e quando la ragazza correva in bagno a vomitare, la signora dietro di me diceva "visto?". Mi ha fatto salire un nervoso, guarda, anche perché ero già nervoso di mio, perché all'inizio del film una mia amica seduta accanto a me mi aveva detto "senti, non permetterti mai più di parlarmi in quel modo", si riferiva al fatto che qualche ora prima, per telefono, un po' scherzando e un po' seriamente, le avevo detto che non ci vuole niente a essere puntuale, nella vita, basta organizzarsi, ma niente, lei si era offesa. E poi all'una e mezza mentre tornavo a casa ho incontrato un mio amico, ci siamo fatti una birra insieme, e intanto mi ha spiegato cosa significano i nomi delle categorie dei porno moderni, è stato chiarissimo, adesso so un sacco di cose in più sull'argomento.

2 commenti:

  1. "come! Non sai chi è Rol?"

    Era grande amico di Fellini (così per riportarti OT con il cinema), che ne teneva i poteri in grande considerazione.

    non ci vuole niente a essere puntuale, nella vita, basta organizzarsi, ma niente, lei si era offesa.

    Anch'io non ho tolleranza per chi arriva sistematicamente in ritardo.

    RispondiElimina
  2. "ti manderei fra i Tuareg" è bellissima. LOL

    Nemmeno io sopporto chi arriva sistematicamente in ritardo e sistematicamente quando riprendo gli amici per questo fatto poi si offendono. Ma dico, chi dovrebbe offendersi è chi aspetta, no? ;-)

    RispondiElimina