domenica 22 luglio 2012

Diario festivaliero - #4

Verso le otto e mezza ho chiuso la libreria, era stato un pomeriggio strano, un signore e una signora, per esempio, hanno preso un libro di Camilleri, al momento di pagarlo l'hanno aperto sulle prime pagine e mi hanno chiesto di scrivere una dedica per il figlio, "perché noi con le dediche siamo negati", hanno detto, io ho tolto il tappo alla penna, ci ho pensato su per qualche secondo, "posso scrivere qualunque cosa?" ho chiesto, "sì, sì, basta che sia bella" hanno detto loro, alla fine ho scritto "al piccolo Xxxxx, che rende vivibile il nostro focolare", una cosa tremenda da scrivere, non lo nego, ma loro erano tutti contenti, quindi va bene così. Al festival ho visto con due mie amiche un paio di cortometraggi di Pappi Corsicato, erano tutti e due con Iaia Forte, e lei, Iaia Forte, in carne e ossa, era seduta da sola in prima fila a guardare se stessa gigante, ho pensato che io non riuscirei a fare una cosa del genere, l'imbarazzo sarebbe troppo, e questo in un certo senso ha confermato l'idea che ho sempre avuto degli attori, e cioè di bambinoni che continuano a richiedere attenzioni anche da cresciuti. Poi Pappi Corsicato e Iaia forte si sono fatti intervistare davanti allo schermo, dopo qualche domanda hanno cominciato a farsi i complimenti a vicenda, "quanto sei brava", "no, TU quanto sei bravo", ho perso interesse subito. Poi finalmente sono riuscito a vedere il documentario della HBO su Marina Abramovic, mentre lo guardavo ho pensato che quelli della HBO li sanno proprio fare i documentari, il pubblico era stregato, non si muoveva una foglia, e subito dopo mi sono chiesto "ma tu l'hai mai visto un documentario della HBO?", "no" mi sono risposto, "e allora come fai a giudicare i documentari della HBO?", avevo ragione. Poi una delle mie amiche è andata via, sono rimasto con l'altra a vedere un documentario italiano sulle case chiuse, s'intitolava Case chiuse e parlava della legge Merlin ecc., intervistavano anche Tinto Brass, Lando Buzzanca, gente così, mostravano le pareti dei bordelli di Pompei, tutta roba parecchio interessante, secondo me, e senza giudicare nessuno, come dovrebbe essere. Poi la mia amica mi ha accompagnato fino alla bicicletta, per strada non ho capito bene come la nostra conversazione si è trasformata in una sua cazziata a me, era il terzo giorno consecutivo che tre ragazze diverse mi cazziavano, ho pensato che qualcosa non va nella mia vita, sto sbagliando qualcosa. Poi ho slegato la bicicletta, ma niente, pedalava a vuoto, era uscita la catena, mentre la rimettevo a posto e mi sporcavo le mani di grasso ho pensato che sì, sto sbagliando qualcosa, adesso tocca scoprire cosa.

2 commenti:

  1. In effetti per la dedica potevi fare di meglio, eh ;-)

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  2. L'approccio, l'approccio!!

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