martedì 24 luglio 2012

Diario festivaliero - #6

Ieri pomeriggio pioveva, quindi niente mare, non dovevo neanche lavorare, così sono rimasto a casa, ho aperto tutte le finestre e mi sono messo a letto, ho acceso la lampada, un po' leggevo, un po' dormivo col rumore di pioggia in sottofondo, un po' mangiavo degli sbergi, che sono dei frutti buonissimi che al mercato vendono per due settimane all'anno, queste, è stato bellissimo. Poi ho accompagnato una mia amica a comprare delle cose, una custodia per il telefono, siamo andati in un centro commerciale, appena entrati lei ha detto "facciamo presto, che i posti come questo li odio", così si è messa a camminare veloce, con me che le ciabattavo dietro, e quindi non capivo bene che cosa mi diceva nel frattempo, qualcosa sui centri commerciali che sono il simbolo del consumismo moderno, "negozi che aprono per chiudere dopo pochi mesi", forse ha detto, non capivo bene, lei mi marciava davanti, non la sentivo. Dopo cena siamo andati al festival, era ancora presto, mentre aspettavamo che iniziassero i cortometraggi la mia amica mi ha detto "secondo me in quelle cose che scrivi sul sito dovresti descrivere l'atmosfera di questi posti". Va bene, eccola qua l'atmosfera di quei posti: c'è una piazza dove hanno montato uno schermo sul quale proiettano i cortometraggi e i documentari, e vicino alla piazza c'è una vecchia chiesa sconsacrata senza tetto dove proiettano i lungometraggi, e nella stradina fra la piazza e la chiesa c'è la gente che bivacca, chiacchiera con una birra o un bicchiere di vino in mano, tutti belli e abbronzati, ci sono registi, attori, sceneggiatori, artisti in generale che ogni tanto ridono piegando indietro la testa, sembra sempre che organizzino mostre, incontri, eventi, a me viene da dire che c'è un'atmosfera tale che quando attraverso quella stradina per passare dalla piazza alla chiesa o viceversa, io di solito ci passo a tutta velocità guardandomi i piedi, per paura che ci sia qualcuno che conosco, basta un niente, finisco anch'io a organizzare eventi e a ridere piegando indietro la testa. Il lungometraggio di stasera comunque era La Kryptonite nella borsa, e a vederlo c'era più gente del solito, la fila per entrare era più lunga degli altri giorni, e mentre aspettavamo di entrare una mia amica ha tirato fuori la macchina fotografica, mi ha mostrato tutte le foto che aveva in memoria, foto di matrimoni, prime comunioni, battesimi, e vabbè. Poi siamo entrati e ci siamo seduti, nella chiesa sconsacrata c'era un forte odore di gelsomino, e c'erano tanti iPhone puntati verso l'alto per fotografare le arcate, le navate, i gelsomini della chiesa. Il film è piaciuto a tutti, anche alle mie due amiche, a me è sembrato simpatico ma un po' furbo, quando gliel'ho detto la mia amica mi ha dato dello snob ma io non me la sono presa perché c'era un bel freschetto, già assaporavo la spettacolare notte di sonno che mi aspettava, è un periodo che penso sempre a dormire, speriamo bene.

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