mercoledì 25 luglio 2012

Diario festivaliero - Fine

Ieri me ne stavo in libreria, guardavo il corso fuori, i passanti avevano tutti in mano una busta della coca cola con dentro una bottiglia della coca cola, perché, ho scoperto dopo, c'era un furgone della coca cola e dei ragazzi che distribuivano a tutti coca cola, anche ai negozianti, chissà perché a me non l'hanno regalata, la coca cola, meglio così, pensavo dopo, anche se in fondo c'ero rimasto male. Poi subito dopo avere chiuso, alle otto e mezza, sono andato al festival con due mie amiche, è un periodo, questo, si sarà capito, che frequento solo amiche, di uomini nella mia vita ce n'è pochi, meglio così, penso ogni tanto, anche se in fondo ci resto male. E niente, era l'ultimo giorno di festival, c'era la premiazione, abbiamo fatto la fila fuori, a un certo punto c'era anche Donatella Finocchiaro, una donna bellissima, peccato per i tacchi di quindici centimetri, vabbè. E poi ci siamo seduti, la giuria è salita sul palco davanti allo schermo, Pappi Corsicato ha annunciato il premio del pubblico (La kryptonite nella borsa), quello della giuria (Sette opere di misericordia), e una menzione speciale (La strada di casa), per ritirare la menzione è salita sul palco proprio Donatella Finocchiaro, le hanno dato una targa, ma di carta, di quelle che con word le fai in dieci minuti, lei se l'è rigirata in mano, sembrava perplessa. Ai due vincitori invece hanno dato i premi, due foglie di fico d'India finte, a me, sarà che sono fatto male, sembravano due dildo, e forse anche a tutti gli altri, perché la gente non sembrava tanto convinta quando applaudiva. Poi Donatella Finocchiaro ha detto che non poteva parlare del prossimo film, poteva dire solo che era girato in Belgio, uno dei presentatori le ha chiesto "era la prima volta che andavi in Belgio?". Poi i presentatori hanno chiesto ai membri della giuria come si sono trovati in questi giorni, a me è sembrato che tutti parlassero solo di mangiare, che non hanno mai mangiato tanto in vita loro, che se nel mondo tutti mangiassero come hanno mangiato loro in questi giorni, ha detto una della giuria, non ci sarebbero più guerre. Poi siamo usciti, c'era il concerto di Colapesce, un po' l'ho ascoltato, un po' avevo da fare i miei soliti discorsi con le ragazze, che questo è periodo, si sarà capito, di grandi discussioni con le ragazze, e mentre discorrevo con una ragazza, e in sostanza le chiedevo scusa per essere come sono, e intanto pensavo: "ma scusa di cosa?", là accanto quest'amica mia mi ha fatto notare che c'era uno dei due Kings of convenience, quello che si vede spesso a Siracusa, quello con gli occhialoni, era circondato di gente che beveva birra, lui no, lui aveva in mano una tazzina di caffè espresso. E questa è una delle ultime cose che ho visto di questo festival, che a quel punto era finito, non c'era più niente da fare, ho salutato tutti e me ne sono andato a dormire.

2 commenti:

  1. felice di essermi persa il nulla.
    grazie ste!

    mv

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  2. nemmeno una serata. No, nemmeno una! Però questo festival del film me lo son goduto meglio che se ci fossi stata... peccato sia finito, perchè con lui finisce quest'appuntamento giornaliero!
    ;-)

    v

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