domenica 7 ottobre 2012

4° DI4RIO - 12/28

Oggi 7 ottobre 2012 mi sono svegliato prestissimo e senza sveglia a causa di certi pensieri che non mi davano tregua. Mentre andavo in cucina mi ha chiamato un'amica per dirmi che era fuori casa mia, e se uscivo un attimo che doveva darmi del sapone che aveva comprato, che siccome stava andando al mare non voleva portarselo dietro altrimenti si scioglieva, insomma, tutto molto complicato. Io ho messo un paio di pantaloni, sono uscito, ho preso il sapone e sono tornato a casa senza capirci un granché, ma vabbè, sarà uno di quei giorni senza senso, ho pensato. Di mattina sono andato in libreria, le ore sono passate in fretta, poi dopo pranzo avevo tempo fino alle cinque prima di tornare al lavoro, volevo fare un sacco di cose, mi ero scritto perfino una tabella di marcia, ma niente, sono riuscito a fare solo la metà delle cose, anche perché in mezzo ci ho infilato un sonnellino che si è protratto più del previsto. Di pomeriggio sono passato da un mio amico per restituirgli una chiavetta USB, lui abita in centro, che la domenica pomeriggio è pieno di gente, e arrivarci in bicicletta attraverso i vicoli è stato abbastanza frustrante perché ero in ritardo, ho rischiato anche di inciampare nel guinzaglio di un tizio. Poi ho aperto la libreria, è passata la mia amica a riprendersi il sapone. Poi è entrato il solito tizio che doveva usare internet ma che prima voleva sapere se l'aria condizionata era accesa, e se sì a quale temperatura, e che percentuale di umidità c’era in negozio, se potevo fare qualcosa per portarla a livelli ottimali. Poi ho letto un po' del nuovo romanzo di Benni, ordine del titolare per poterlo consigliare ai clienti, però mi sta piacendo, anche se quando i clienti mi chiedevano che cosa stessi leggendo stavo sulla difensiva. Poi su internet ho letto un articolo sulla gente che ha dormito per strada pur di avere l'iPhone cinque per prima, sul momento ho pensato di loro il peggio possibile, ma poi mi sono detto "oh, sempre a giudicare stai", e ho fatto qualche esercizio di compassione, ho immaginato che quella gente avrà avuto i suoi motivi per fare una cosa del genere, magari non aveva scelta, magari qualcuno aveva promesso l'iPhone cinque al nipote malato terminale, però devo dire che non ha funzionato un granché, come esercizio, alla fine pensavo lo stesso che erano degli idioti. Poi è entrata una ragazza che puzzava di sudore, e a sentire quell'odore mi sono eccitato. Allora ho pensato a Napoleone, che si dice prima di tornare da una lunga campagna scriveva a Giuseppina, le scriveva "sto tornando, non ti lavare". Poi ho chiuso e sono tornato a casa, ho cenato, e adesso sono qui a girarmi i pollici, che bello.

2 commenti:

  1. "certi pensieri che non mi davano tregua". Ci racconti?

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