giovedì 18 ottobre 2012

4° DI4RIO - 22/28

Oggi 17 ottobre 2012 mi sono svegliato e ho pensato, stamattina vado a correre. In bagno ho studiato un quadro di un certo Grosz, c'era un uomo che fa l'occhiolino a una donna, e entrambi non si accorgono di un vecchio lì vicino che fa l'elemosina, era un po' deprimente come quadro. Verso le undici ho messo le scarpe da ginnastica, sono salito in bici, e sono andato in un posto qui vicino dove la gente va a correre. Non c'ero mai stato di mattina, è stato bellissimo, con le cuffie ascoltavo la musica e intanto correvo e pensavo ai fatti miei. Unico neo, in quel posto ci portano anche le scolaresche a fare educazione fisica. Pensavo che i ragazzi mi avrebbero importunato - noi da ragazzi un trentenne che corresse la mattina di un giorno feriale lo avremmo importunato - e invece mi hanno lasciato in pace, mi facevano anche un po' di tenerezza, c'erano tutti, c'erano le ragazze carine che sanno di esserlo e quelle bruttine un po' cicciottelle, c'erano i buffoni della classe, c'era il macho che dava calci al pallone, c'erano i disadattati imbronciati che se ne stavano in disparte, tutti c'erano. Poi dopo la doccia ho fatto un giro in centro, stavo proprio bene, peccato che sul più bello sono passato accanto a un turista che gesticolava, e che a forza di gesticolare mi ha dato una specie di ceffone sulla faccia. All'inizio ero nero con lui, ma poi l’ho scusato e sono tornato di buon umore perché ho realizzato ancora una volta che quello è il prezzo da pagare per camminare e muoversi silenzioso come un ninja. Di pomeriggio a casa dovevo fare un po' di lavoro intellettuale ma non c'era verso, sembrava che tutti i bambini e tutte le mamme del condominio avessero deciso di strillare, e io ho pensato, perché le persone trovano così difficile starsene tranquilli in una stanzetta, sai quanto ci guadagnerebbe il mondo?, come ha detto mi sembra Pascal. Al lavoro era tranquillo, è arrivato un saggio intitolato Quiet, che parla degli introversi, e un libro illustrato sui migliori chitarristi di tutti i tempi, sono andato a controllare, quei pazzi non ci hanno messo Johnny Ramone, ma come si fa?, ho pensato. Poi è tornato in libreria l'hipster scandinavo dell'altro giorno, questa volta abbiamo fatto due chiacchiere, io ho finto di non sapere chi fosse, siamo rimasti che uno di questi giorni ci prendiamo una birra insieme, pensa te. Poi di sera a casa della mia amica ho guardato un po' di TV, c'era D'Alema che ogni volta che doveva pronunciare la parola "sinistra" pareva lo facesse apposta, ci metteva davanti "centro", ogni tanto sembrava gli stesse per scappare “sinistra” e basta, ma si correggeva sempre in tempo. E poi ho visto l'inizio di un film che sarà stato del '95 perché i personaggi ancora stampavano le email che gli arrivavano, poi sono tornato a casa, e poi basta, tutto qui.

5 commenti:

  1. L'hipster scandinavo è Erlend Oye?

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  2. Sì, è lui, mi rispondo da sola, non avevo visto l'altro post.
    Salutalo da parte mia allora, sono quella che aveva un sito sui Kings of Convenience. Ma parla inglese o italiano?

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  3. La stampa delle mail è pratica ancora diffusa negli studi legali, comunque.
    Spesso in molteplice copia.
    Marco

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