sabato 20 ottobre 2012

4° DI4RIO - 24/28

Oggi 19 ottobre 2012 mi sono svegliato molto prima della sveglia perché il vetraio accanto a me ha cominciato presto ad affettare infissi e vetri. Sono andato a fare colazione e ho scoperto con rammarico che mi erano rimasti soltanto due biscotti, avevo dimenticato di comprarli, così me li sono fatti durare, li ho rosicchiati piano piano. Poi ho pensato di andare a correre, solo che non avevo slip puliti, avevo solo boxer, e si raccontano le cose peggiori, di quelli che vanno a correre con i boxer, ma ho pensato, oh, anche se tutto sembra complottare contro, io a correre ci vado lo stesso. Così ho tirato i boxer più su che potevo, così mi sostenevano le parti basse, mi sono vestito, ho preso la bici e sono andato a correre. Lì mi sono rilassato, ho fatto un sacco di giri e ho ascoltato Invasion USA sempre dei Riverdales, una band che sto sviscerando in toto, Danny Vapid è diventato un altro dei miei eroi personali. Per ricordarmi di fare dieci giri senza barare, a casa mi ero tracciato con la bic nera dieci tacche sull'avambraccio, e ad ogni giro grazie anche al sudore ne cancellavo una, quando l'avambraccio è tornato pulito era ora di andare a casa. Comunque anche oggi c'erano degli studenti, ma questi erano più truzzi di quelli dell'altra volta, avevano jeans con scritte enormi ricamate sul sedere eccetera, ma c'erano lo stesso i disadattati che si tenevano in disparte e sembravano programmare un omicidio di massa. Dopo pranzo ho fatto un giro, poi ho portato la bici dentro per evitare gli scocciatori, a un certo punto qualcuno ha bussato alla porta, e ho sentito un vicino sul pianerottolo dire a un altro "la bici fuori non c'è, sarà uscito", tutta musica per le mie orecchie. Di sera poi ho preso la bici e ho fatto i soliti quattro chilometri in salita per andare a cena dai miei, ho pensato che fra corsa, flessioni e bici forse non sono mai stato così in forma, tranne ovviamente il periodo in cui praticavo contemporaneamente pallacanestro e canottaggio agonistici. Mentre pensavo a questo sono passato accanto a una macchina parcheggiata in doppia fila che all'improvviso ha aperto lo sportello proprio mentre un'altra macchina mi stava sorpassando, e io ho evitato lo sportello e usato l'altra macchina per poggiarmi e tornare in equilibrio, il tutto in corsa, un numero da circo, vabbè, ho pensato, abbiamo fatto anche questa. A cena poi mia madre mi ha raccontato che ha portato la Renault4 alla Renault per cambiare il filo dell'acceleratore – adesso la usa di nuovo lei – e il meccanico le ha detto che era fortunata, perché dalla Francia le manderanno l’ultimo filo di acceleratore esistente in commercio per Renault4, e questa cosa mi ha messo di buonumore, ho pensato ancora una volta che quella macchina ci seppellirà tutti, speriamo però il più tardi possibile.

6 commenti:

  1. "a casa mi ero tracciato con la bic nera dieci tacche sull'avambraccio"...questa è una genialata!
    Per di più, meditata!!! ti stimo.

    PS: questa mattina avevo proprio bisogno di farmi due risate e tu me le hai strappate in ben due passaggi:
    1)"i disadattati che si tenevano in disparte e sembravano programmare un omicidio di massa"
    2)"e ho sentito un vicino sul pianerottolo dire a un altro "la bici fuori non c'è, sarà uscito"

    mi figuro in testa le facce... è bellissimo! :D

    v

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  2. se ti occorre un'assistente libraia, fammi un fischio.

    elisa

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    1. Ok, ti terrò in considerazione quando aprirò la mia eventuale libreria..

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  3. Com'è andata la corsa in boxer poi? :-D

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    1. Alla grande, la tecnica "boxer ascellari" ha funzionato!

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