lunedì 22 ottobre 2012

4° DI4RIO - 26/28

Oggi 21 ottobre 2012 mi sono svegliato da un sogno strano, a Siracusa c'era una banda di mafiosi tagichi che seminava il panico, e siccome io mi fidanzavo con una delle loro ragazze tagiche, la polizia mi dava il tormento per farle da infiltrato eccetera. Comunque ho fatto colazione, poi sono andato in bagno, dove sul mio libro d'arte ho visto l'autoritratto di un pittore che non ricordo come si chiamasse, ricordo solo la scritta in latino in un angolo del quadro, che tradotta è più o meno "Taci, o di' cose migliori del silenzio". Di mattina in libreria è stato tranquillo, a un certo punto un signore mi ha chiesto la fattura, solo che aveva alcuni difetti di pronuncia, tutta la procedura di inserimento dei dati è stata penosa, con me che continuavo a dire "come?" Per pranzo non mi andava di cucinare, ho comprato qualcosa di pronto in un posto, il ragazzo alla cassa mentre mi faceva lo scontrino non ha mai alzato gli occhi dal telefonino, peggio per lui perché ha finito col darmi un euro in più di resto e io non gli ho detto niente, me lo sono tenuto, poi fuori c'era un ragazzo di colore che chiedeva dei soldi ai passanti e io gli ho dato il resto in più, ho pensato che così il karma aveva subito un pareggio. Dopo pranzo a casa mi sono organizzato, in tre ore ho fatto un sacco di cose, ho dormito, ho studiato, ho ascoltato musica, poi sono tornato in libreria. Il temibilissimo turno della domenica pomeriggio ha messo come al solito a dura prova il mio umore, anche perché era pieno di insegnanti precari che chiedevano i libri per il concorso, e io non ho capito come sia possibile che tutti loro chiedano che differenza passa fra il libro della teoria e quello dei quiz. Ho pensato che io da piccolo ne ho avuti di insegnanti precari, e sono sicuro che tutti loro sapessero distinguere un manuale da un libro di esercizi, questi di oggi invece sono messi proprio male, il pensiero che fra qualche anno mio nipote avrà a che fare con gente del genere mi fa venire il panico. Poi di sera sono andato a bere del vino con una mia amica e una ragazza croata che non conoscevo, una ragazza carina, tra l'altro, ma che probabilmente dopo tutte le battute che ho fatto sui serbi e i croati non vorrà vedermi mai più, e come darle torto. Poi mentre tornavo a casa in bici ho assaporato la sensazione di non dovere lavorare l’indomani, una sensazione che tutti provano il sabato, e io invece la domenica, un po’ alienante come situazione, alla lunga, ma un tipo buono di alienazione, il tipo che la domenica sera sei felice e contento.

4 commenti:

  1. scusa la curiosità...
    cosa studi??
    saluti :-)

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  2. Un'altra curiosa sono io ;-)
    Giusy

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  3. Mah, quello che capita... In questo periodo, HTML5.

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  4. ah io la so la sensazione della domenica sera.
    per tutti poi è lunedì, ma noi no :D



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