martedì 23 ottobre 2012

4° DI4RIO - 27/28

Oggi 22 ottobre 2012 mi sono alzato dal letto un po' tardi e con una strana sensazione, come se la situazione mi stesse sfuggendo di mano, comunque dopo colazione mi sono rilassato e sono andato a correre. Ma siccome sono arrivato tardi, anche correre era come se mi stesse sfuggendo di mano, ho dovuto fare uno sforzo per finire tutti i giri che mi ero preposto, poi a casa ho fatto la doccia e finalmente mi sono calmato, mi è passata quella specie di nervoso. Mentre andavo in centro a mangiare qualcosa ho incontrato un mio amico, abbiamo fatto due passi insieme, siamo passati davanti a un manifesto elettorale e io ho chiesto a questo mio amico se andrà a votare per le elezioni regionali, e lui ha detto che no, non andrà perché tanto hanno tutti la faccia di culo, sono tutti ladri, e altre frasi fatte che da lui, un artista, non mi sarei mai aspettato, ma vabbè, in un certo sento è stato anche consolatorio. Poi in centro ho letto un articolo su uno di quei giornali che in questa città appendono al muro, l'articolo diceva che le persone devono smettere di fumare le sigarette del monopolio di Stato perché fanno male, e la Sicilia dovrebbe produrre delle sigarette con i limoni, le mandorle, l'olio di oliva, la cioccolata, che fanno meno male, non ho capito qual era il punto di quell'articolo, né se fosse satirico o serio. In centro ho visto anche una coppia di tedeschi che teneva il proprio figlio al guinzaglio, proprio come un cane, una cosa stranissima da vedere. Poi mentre tornavo a casa in bici da una macchina che ho incrociato qualcuno ha urlato "Stefano!", e io ho risposto "ehi!", che è il saluto universale quando non sai chi ti ha salutato. Poi ho portato il cane fuori, a un certo punto su un prato ho visto delle piume di piccione, le ho seguite come una traccia, e le piume finivano in un piccione stecchito e senza testa, mi sono chiesto quale animale sarà stato. E accanto al piccione, ma forse non c'entrava niente, c'era un volantino fotocopiato che parlava di un profeta nato negli Stati Uniti nel 1909, tale William Branham, era un elenco di tutti i suoi miracoli, tra cui quello di avere allungato una gamba a un ragazzino nato con due gambe di lunghezza diversa, quell'uomo sembrava onnipotente, poi vai a vedere alla fine del volantino, e scopri che Branham è morto in un incidente stradale, bah. Poi di sera ho accompagnato una mia amica a ritirare un ferro da stiro che aveva fatto riparare, poi sono tornato a casa dove ho fatto una delle mie serate casalinghe, ho mangiato con calma, ho guardato Gli avengers, che non mi è piaciuto, e ora vado a letto a leggere il libro di Agassi.

5 commenti:

  1. Anche io in certi giorni ho come la sensazione che tutto mi stia sfuggendo di mano ed ho notato che sono quelli in cui esco maggiormente di casa ed incontro gente, parlo ecc.. Mi sono anche data una specie di spiegazione, che però immagino funzioni solo per me: in genere passo molto tempo con me stessa e quindi penso, riordino i pensieri, sistemo, almeno mentalmente, tutte le cose al loro posto; quando invece parlo con gli altri o faccio tante cose, esco per sbrigare commissioni ecc. ho meno tempo per vivere interiormente e quindi è come se la vita prendesse il sopravvento su di me, come se perdessi l'orientamento, il mio centro... non so se mi sono spiegata. :-D

    Domani vado a comprare il libro di Agassi, deciso! Vorrei averlo adesso, da leggere in questo momento e quindi un po' ti invidio. :-D

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  2. Sul libro di Agassi mi permetto un aneddoto mio ma solo perché sembra tratto dal tuo diario: me l'ha prestato un mio conoscente convinto, chissà perché, che io sia un appassionato del tennis (e invece non solo non l'ho mai giocato, ma non ne ho mai visto un incontro neanche alla tv). Per l'identico motivo, poco prima, mi aveva prestato una biografia di McEnroe. Non leggerò il primo come non ho letto il secondo, ma lo ringrazierò, assicurandolo di averlo apprezzato.

    Per non fare una figuraccia - è ancora vivo, questo Agassi?

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    1. Certo, è vivissimo, avrà sì e no 40 anni. :-)

      Ha avuto un grande successo negli anni novanta, ha vinto parecchi di tornei del grande Slam. Un vero campione, anche se a fasi alterne, con uno stile originale, però pare che in realtà a lui interessasse poco esserlo, il padre è quello che l'ha spinto sin da piccolo.

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  3. Ah! Grazie mille, mi hai consentito di cavarmela bene. Anzi, a dire la verità adesso ho quasi voglia di leggere il libro.

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    1. Infatti il bello di questa biografia (almeno a quanto ho sentito dire perché poi non sono riuscita a comprarla nemmeno oggi) è che svela tutti i retroscena del suo successo, un successo stressante da lui non cercato, non voluto. Pensa che quando esordì divenne in poco tempo l'idolo delle ragazzine anche perché era un personaggio alternativo (scendeva in campo con jeans stracciati anziché con regolamentare completino da tennis), poi giocava in maniera allora abbastanza rivoluzionaria, aveva questi capelli lunghissimi che legava in una coda di cavallo... poi si è scoperto che in realtà quando cominciò a perderli il padre gli impose di giocare con una specie di parrucchino perché ormai il suo personaggio era anche quello, legato ad una certa maniera di apparire e lui aveva il terrore che gli si staccasse e potesse perderlo sul campo... poi ha avuto un matrimonio abbastanza infelice, almeno pare, con Brooke Shields, una relazione con la Streisand, oggi è sposato con Steffi Graf.
      Memorabili i suoi arrivare spesso in finale per poi perdere al tie-break e questo perché terribilmente insicuro, probabilmente inconsciamente distruttivo e ribello contro questo padre che lo voleva campione ad ogni costo.
      A un certo punto non reggeva più il gioco, perdeva proprio per errori stupidi e questa sua fragilità, insicurezza te lo faceva amare ancora di più.
      Io l'ho amato e seguito all'epoca, per questo un po' di cosette le so. :-)
      Vedi, mai dire mai, ora magari leggerai il libro e ti piacerà pure e magari finirai per prenotare delle lezioni di tennis, e forse il tuo amico è solo uno che vede il futuro. :-D

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