lunedì 1 ottobre 2012

4° DI4RIO - 5/28

Oggi 30 settembre 2012 subito dopo colazione sono andato al lavoro, io sono uno di quelli che lavorano la domenica. In libreria c’era poca gente, ne ho approfittato per fare una cosa, cercare alcuni libri che non si trovavano, ma era dura, allora ho pensato che qualcuno potrebbe inventarsi un sistema GPS per ritrovare i libri, magari con un telecomando tipo quello per la valigia piena di soldi in Non è un paese per vecchi, anche perché senza è un po’ come cercare un ago in un pagliaio. Ho pensato proprio così, e mi sono chiesto chi sarà stato il primo a usare questa immagine come metafora, l’immagine dell’ago nel pagliaio, se questo tizio o questa tizia sapevano che una cosa detta tanto per dire sarebbe sopravvissuta nei secoli, forse nei millenni, e ho pensato anche che è incredibile come le parole, le idee, sopravvivano alle generazioni, e allora da questo punto di vista non sorprende che gli uomini si siano inventati dei posti, come le librerie, che in sostanza vendono parole, idee. Dopo pranzo mi sono sdraiato sul letto per cinque minuti, quando mi sono svegliato erano passati tre quarti d’ora. A quel punto ho letto un po’ e ascoltato un disco dei Riverdales, fino a quando non mi sono reso conto che erano quasi le quattro e mezzo, allora ho fatto la doccia al volo, ma al momento di uscire mi sono ricordato che di domenica la libreria apre alle cinque, e così all’improvviso mi sono ritrovato con venti minuti di bonus da impiegare come volevo, ma non è che abbia fatto chissà che. Poi di pomeriggio in libreria ho finito quel lavoro, e ho sfogliato alcuni libri di cucina, cercavo un’idea per qualcosa da cucinare stasera ma nei libri di cucina mettono solo le ricette super complicate, tutte con tempo di preparazione di mezz’ora minimo, un sacco d’ingredienti ecc., nessuna che impiegasse un paio di ingredienti e ci volessero cinque minuti a prepararla. Poi è venuta una signora che ha comprato un libro, ha pagato e io le ho dato cinque euro di resto, ma niente, non le piaceva la banconota, allora gliel’ho cambiata, non le piaceva nemmeno la seconda, era tutta strappata, diceva, alla terza banconota che le ho dato lei ha fatto una faccia come a dire “me la prendo anche se non dovrei”. E poi è venuta una ragazza carina che mi ha fatto gli occhi dolci, io le ho sorriso e basta, e quando è uscita mi sono detto “ma sei scemo? Potevi dirle qualcosa”, e ovviamente a quel punto mi venivano in mente migliaia di cose che avrei potuto dirle, ma sul momento nisba, sul momento, con le ragazze carine, ho sempre avuto i riflessi di un bradipo.

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