giovedì 24 gennaio 2013

Il futuro



L'altro ieri ho fotografato il presente dal finestrino della Renault4 fingendo che fosse il futuro, fingendo di essere ancora un ragazzino degli anni ottanta a cui è stata data la possibilità di sbirciare nel 2012 (il modello di macchina in questo ha aiutato parecchio). La prima cosa che si nota quando si fa una cosa del genere è ovviamente la mancanza a mezz'aria di auto volanti, le persone non hanno tagli di capelli particolarmente bizzarri, e non c'è il caos post atomico che ci si aspetterebbe. Le carrozzerie delle macchine sono abbastanza sorprendenti, questo sì, così come è sorprendente – ma neanche tanto – vedere un gran numero di persone assorbite da alcuni affari che stanno nel palmo di una mano, cosa che un ragazzino degli anni ottanta riesce a spiegare in un modo solo: finalmente ognuno ha la sua TV personale portatile! (E non ci andrebbe neanche tanto lontano.) Ma è solo dopo qualche minuto che si realizza qual è la differenza principale: il rumore. C'è molto meno rumore. I motori delle macchine quasi non ne fanno, e molti automobilisti (mai abbastanza) non usano nemmeno il clacson, come facciamo noi incivili degli anni ottanta. Ah, e finalmente la gente non porta più quegli orrendi mocassini col carro armato sotto. Mullet: non pervenuti.

4 commenti:

  1. Comunque che bel cielo. Se negli anni 80 fossi stato un bambino che pensava al futuro, me lo sarei immaginato molto più grigio

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