venerdì 1 febbraio 2013

Pellicole infiammabili - Hitchcock

di Amedeo Catsi Borlotti

Considerato da giornalisti, colleghi e studios troppo anziano per fare un altro film all'altezza della sua fama, Hitchcock la prende come una sfida e decide di portare sullo schermo Psycho, il romanzo che Robert Bloch ha scritto avendo in mente Ed Gein, il mostro di Milwaukee che in seguito ispirerà anche l'Hannibal del Silenzio degli innocenti e il Leatherface di Non aprite quella porta. Visto l'argomento del romanzo (un pazzoide faceva a pezzi le sue vittime e ogni tanto si vestiva come la madre morta) gli studios non lo finanziano, e così lui decide di autoprodursi rischiando il tutto per tutto. Nonostante i protagonisti british, Hitchcock è comunque un film americano sensu stricto: l'eroe supera mille difficoltà, e proprio quando uno pensa sia spacciato, oplà, ha la meglio su tutto. Ma a parte questo il film possiede, secondo noi, alcuni motivi di interesse. Mostra un Hitchcock come non l'abbiamo mai visto nelle introduzioni di Alfred Hitchcock racconta, un "Hitch" (come lo chiamano tutti nel film, dalla moglie alla segretaria) ossessionato dalla figura di Ed Gein, nonché dalla "bionda perfetta" che inseriva in quasi tutti i suoi film (e che forse, ipotizza il regista mostrandone più volte la foto nelle mani del maestro, aveva trovato in Grace Kelly); mostra un Hitchcock geloso della moglie, vestito col completo nero e la camicia bianca in qualunque occasione, perfino a bordo piscina.

Un redivivo Ralph Macchio interpreta Joe Stefano, lo sceneggiatore di Psycho

Non mancano ovviamente gli episodi curiosi, come quando si lascia intendere allo spettatore che il regista abbia scelto Joe Stefano e Anthony Perkins, rispettivamente sceneggiatore e protagonista di Psycho, perché durante i colloqui preliminari ammisero candidamente di avere problemi psicologici che ruotavano attorno alla propria madre. O come quando Hitchcock per rimediare alla mancanza di spinta pubblicitaria degli studios s'inventa una sorta di guerrilla marketing: fa sparire da tutte le librerie degli USA il romanzo di Bloch per non spoilerare il finale, fa giurare a tutti quelli coinvolti nel film di non rivelare nulla, e manda a tutti gli esercenti di sale cinematografiche un vademecum filmato con alcune regole da rispettare prima e durante la visione. A noi feticisti della sua opera ci è concesso poi assistere alla reazione del pubblico della prima di fronte alla famosa, citatissima, scena della doccia. Una scena che, stando al film, Hitchcock stesso ha interpretato dalla parte del coltello, e pure bene, visto che dentro la doccia al posto di Janet Leigh immaginava ci fossero il capo degli studios che non credeva più in lui, il supposto amante della moglie, o l'addetto alla censura, che non voleva si vedesse sullo schermo un water, figuriamoci una giovane bionda nuda sotto la doccia.

Hitchcock (USA 2012, col., 98') di Sacha Gervasi. Con Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel.

1 commento:

  1. ma che sorpresa!
    l'amico Catsi è tornato...

    v

    RispondiElimina