lunedì 6 gennaio 2014

Ecce provatum est

Ora devo raccontarle una triste storia che è accaduta in questo momento. Mentre sono tutto intento a scrivere la lettera, sento qualcosa fuori in strada. Smetto di scrivere -- mi alzo, vado alla finestra -- e -- non sento più niente -- mi risiedo, ricomincio a scrivere -- non ho scritto neanche 10 parole che sento di nuovo qualcosa -- mi rialzo -- come mi alzo sento ancora qualcosa, ma molto debole -- però c'è odor di bruciaticcio -- puzza ovunque mi sposti. Se guardo fuori dalla finestra l'odore scompare, come guardo dentro, rieccolo -- finalmente la mamma mi dice: scommettiamo che ne hai mollato uno? -- non credo, mamma. Sì, sì, è proprio così. Faccio la prova, mi infilo il primo dito nel culo, poi annuso e -- ecce provatum est: la mamma aveva ragione. Ora mi stia bene, la bacio 10.000 volte e sono come sempre il vecchio giovane Codadisuino,

Wolfgang Amadé Ghirlandino.

[W. A. Mozart, Lettere alla cugina, Milano, Feltrinelli 2013, p. 13]

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