mercoledì 8 gennaio 2014

Pellicole infiammabili - Blue Jasmine

di Amedeo Catsi Borlotti

Va bene, lo ammettiamo: siamo andati a vedere Blue Jasmine con la peggiore predisposizione possibile per un critico. La faccia torva (neanche ce lo avesse ordinato il medico), ci siamo accomodati in poltrona certi che avremmo assistito all'ennesimo tentativo di Woody Allen di farci ricredere sul suo conto. E invece: il piacere! Oh, il piacere di scoprire che avevamo torto, e di apprezzare una protagonista femminile come non se ne vedevano dai tempi di Alice, personaggi (e interpreti) minori all'altezza, e la maestria di Allen nel manipolare lo spettatore, che via via non sa se schierarsi o meno dalla parte di Jasmine. Può capitare qualcosa di meglio, in un cinema, che vedere disattesi i propri pregiudizi? Per novantotto minuti Allen ci ha dimostrato di essere ancora capace di fare ottimi film, nonostante con l'agghiacciante obbrobrio girato a Roma e quello inguardabile (e dimenticabilissimo) con Anthony Hopkins, abbia provato in tutti i modi a scoraggiarci. Regalandoci un piacere in più: quello di sperare in altri capolavori futuri.

Blue Jasmine (USA 2013, col., 98') di Woody Allen. Con Cate Blanchett, Alec Baldwin, Sally Hawkins.

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