martedì 15 luglio 2014

Diario festivaliero - giorno #1

Ieri sera ho messo in una busta della spesa il programma del festival, una bottiglietta d'acqua e una banana, ho preso la bici e sono andato in centro. Prima di proiettare il primo film gli organizzatori hanno presentato il festival, e intanto mi ha raggiunto una mia amica. Davanti a me c'era seduto un signore in camicia hawaiana che raccontava a una ragazza con quanto si è laureato anni fa, e dato che c'era le ha discusso tutta la tesi per filo e per segno. Accanto a lui una signora usava il telefono in modalità selfie per aggiustarsi il trucco. Dietro di me un’altra signora non smetteva un secondo di farsi aria con un ventaglio, e a parte il rumore, clac clac clac, c'è da dire che ogni quattro "clac" il ventaglio me lo dava sulla testa, peccato. Il primo film che ho visto s'intitolava Il venditore di medicine e mi è piaciuto molto, raccontava il mondo sordido, mi viene da dire, degli informatori scientifici del farmaco, i favori, i viaggi-regalo in Tailandia con la scusa del convegno ecc., peccato solo che l'arena era praticamente in piazza del Duomo, e quindi c'erano molti rumori accessori, bambini, fisarmonicisti, cani. A un certo punto ha pure piovuto, ma poco, e quando il film è finito la mia amica ha detto “miiii, che bello”. Poi sul palco sono saliti il regista e l’attrice del film che hanno risposto a qualche domanda, intanto la signora dietro continuava a darmi il ventaglio sulla testa, peccato. Poi la mia amica se ne è andata, io sono rimasto a guardare un mediometraggio, credo si dica, di un ragazzo siciliano, I fantasmi di San Berillo, sullo stato in cui versa oggi un quartiere a luci rosse di Catania, molto interessante per molti motivi, ogni tanto si vedevano pezzetti di film porno in bianco e nero anche piuttosto espliciti e a un certo punto un pezzo di film porno moderno con tanto di gemiti e ho pensato a tutti i bambini che c’erano in piazza e a quello che avrei fatto io se fosse stato presente mio nipote, meno male che non c’era. Alla fine hanno intervistato anche il regista del mediometraggio, un ragazzo di Catania con i baffi, chissà perché, ho pensato, i creativi siciliani ultimamente si fanno crescere tutti i baffi, boh. Poi ho preso la bici e sono tornato a casa, ho tirato fuori la banana dal sacchetto che però all’andata era finita fra i raggi di una ruota e quindi era ridotta in poltiglia, ma l’ho mangiata lo stesso, all’una di notte, un freddo che non ti dico.

3 commenti:

  1. Mi piacciono tanto questi tuoi diari, sono contenta che anche quest'anno ne scrivi uno sul festival dei cinema. :-) ovviamente la parte interessante è quando racconti di te, dell'ambiente che ti circonda, i vari aneddoti ecc. e non dei film in sé e per sé.

    RispondiElimina
  2. Sempre bello leggere i tuoi racconti

    RispondiElimina