venerdì 18 luglio 2014

Diario festivaliero - giorno #4

In serata, ieri, ho preparato e mangiato un piatto di spaghetti con i pomodorini e poi sono corso al festival del cinema, mi girava un po’ la testa perché ero stato al mare fino a tardi e lì avevo incontrato due amici miei, fra una birra e una chiacchiera non mi sentivo proprio sobrio ma vabbè. All’arena ho incontrato questa mia amica che si è girata a guardarmi e ha detto “sei tutto sudato!”, poi alle nove meno un quarto è salito sul palco il presentatore che ci ha spiegato quali film avremmo visto, e non so perché ha detto anche queste star, ahimè, più sono famose e più si fanno aspettare. Poi hanno proiettato due corti, uno era spagnolo e s’intitolava Il sindaco bambino, su un bambino che s’interessa e poi si disinteressa della politica, fatto bene, divertente, ma abbastanza innocuo, l’altro invece era un corto d’animazione prodotto in Sardegna, un piccolo bel film intitolato Bella di notte sulla figura della s’accabadora, la donna che praticava l’eutanasia in Sardegna. Poi sono saliti sul palco il presentatore e il regista Pippo Delbono per introdurre Amos Gitai e il suo film, Delbono non so perché ha letto una lettera che gli ha scritto tempo fa un suo amico francese in vacanza a Siracusa, nella lettera l’amico francese spiegava a Delbono quanto si sentisse in colpa a godersi il mare, le granite, le arancine, il sole, mentre ogni giorno qualcuno moriva nel tentativo di raggiungere la Sicilia dall’Africa. Poi Delbono è venuto a sedersi accanto a me e alla mia amica e a quel punto è cominciato Ana Arabia, il film di Amos Gitai, un unico piano sequenza di quasi un’ora e mezza girato a Jaffa, anche questo in lingua originale con i sottotitoli, evvai, ho pensato, anche se il film era abbastanza faticoso da seguire, così senza stacchi com’era, e infatti a un certo punto la ragazza che era con me mi ha toccato la spalla e ha sussurrato “non riesco a smettere di sbadigliare”. Poi alla fine del film il presentatore e Delbono sono tornati sul palco e hanno invitato a salire anche Amos Gitai, che però non arrivava, queste star, ha ripetuto il presentatore, più sono famose più si fanno aspettare, ma alla fine Gitai è arrivato con calma insieme all’interprete che, poverina, non riusciva a ricordarsi le risposte di Gitai nella loro interezza e allora faceva un riassunto, l’hanno presa tutti in giro, anche Gitati, e io ho pensato, poverina, e anche eh, vorrei vedere voi al posto suo. Poi hanno proiettato Controra, un film horror italiano ambientato in Puglia, qualcosa funzionava, qualcosa un po’ meno, ma l’abbiamo visto comunque tutto, alla fine doveva esserci l’incontro con la regista e una delle attrici che però sono arrivate in ritardo quando ormai la platea era vuota, qualcuno comunque le si è avvicinato per farle qualche domanda, mentre prendevo la bicicletta ho sentito la regista, una donna bellissima, dire che no, il film non è ispirato a una storia vera, a quel punto sono salito in sella e ho pedalato fino a casa.

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