sabato 19 luglio 2014

Diario festivaliero - giorno #5

Ieri sera ho fatto al volo una doccia, avevo finito lo shampoo e i miei capelli erano pieni di sale per via del mare, allora li ho lavati con la saponetta per le mani, speriamo non mi cadano, ho pensato, poi sono corso al festival. Era presto, non c’era quasi nessuno, mi sono seduto e ho preso i posti per alcune amiche mie, poi una signora seduta davanti a me si è girata e mi ha chiesto Com’è andata a finire ieri sera dopo il film horror, è venuta la regista? Sì, le ho detto. Poi è arrivata una mia amica che mi ha rimproverato perché ieri avevo scritto quella cosa che lei non riusciva a smettere di sbadigliare, mi ha detto Avresti dovuto specificare che sbadigliavo perché ero stata tutto il giorno al lavoro, mica per il film, Hai ragione ho detto, e infatti ecco qua, specificato. Intanto l’arena si è riempita e io ero tutto contento che per una volta avevo la visuale libera, lo schermo sgombro di teste, nemmeno il tempo di pensarlo e una signora si è spostata e mi ha piazzato davanti il suo caschetto di capelli, “lo sapevo” mi è scappato detto. Poi è cominciato il corto del giorno, s’intitolava 37°4S ed era ambientato in una sperduta isola dell’Atlantico, mi è piaciuto molto. Poi è partito un altro film di Amos Gitai, Lullaby to my father, abbastanza insostenibile devo dire, interessante era interessante, per carità, ma tutti non facevano che chiedersi quando sarebbe finito, quando è finito si è sentita la piazza tirare un unico sospiro di sollievo. La mia amica è andata a dormire, al posto suo si è seduto un ragazzo che ripeteva di continuo, con gli occhi che gli brillavano, Vedrete quanto vi piacerà Spaghetti story, vi piacerà da morire, garantito, e a forza di sentire quel ragazzo io per partito preso avevo quasi deciso che Spaghetti story non mi sarebbe piaciuto, e invece poi devo dire che mi è piaciuto abbastanza. Poi alla fine di Spaghetti story è salito sul palco il presentatore e uno degli attori del film, quello che parla romanaccio, che si è lamentato subito del microfono, Mi avete dato un microfono che non funziona, ha detto, allora il presentatore gli ha dato il suo che funzionava benissimo, ma niente, Anche questo non funziona, ha detto l’attore, il presentatore l’ha preso un po’ in giro, gli ha detto se vuoi ce lo scambiamo un’altra volta. Comunque nessuno aveva domande sul film e così tutti ci siamo alzati, a quel punto era mezzanotte, tutti sembravano sul punto di uscire, farsi un giro, anche le mie amiche mi hanno chiesto se sarei andato a prendere un gelato con loro, ma non ci sono andato, è un periodo, questo, che se tutti escono a me viene l’istinto di andarmi a rifugiare a casa, e infatti ho fatto così, ho preso la bici e sono tornato a casa, un posto bellissimo, fosse per me resterei sempre là.

2 commenti:

  1. Bellissime queste cronachette. Non sono sicuro se, con sicilianissima perfidia, tu intendessi anche una sottile stroncatura del festival…

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    1. Oh, no, mi sta piacendo moltissimo! Un'organizzazione impeccabile, davvero. Come vedi non mi sto perdendo una serata.. Poi vabbè, i film non possono essere tutti belli..

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