lunedì 21 luglio 2014

Diario festivaliero - giorno #7 (e ultimo)

Ieri sera ho chiuso il negozio tardi, dopo le nove, non facevo in tempo a vedere né la premiazione né il primo film della sera e in più dovevo ancora mangiare, così sono andato in una tavola calda vicino alla libreria. Per strada ho incontrato una ragazza svizzera che conosco, e siccome anche lei doveva mangiare è venuta con me, abbiamo preso due panini, al momento di ordinare io ho detto che nel mio panino non ci volevo il formaggio e il signore della panineria ha detto Nemmeno un po’ di mozzarella?, No, ho detto, niente formaggio, e lui, Nemmeno un po’ di formaggio svizzero? O parmigiano?, siamo andati avanti così per un po’. La ragazza svizzera mi ha raccontato un po’ di fatti suoi, del batterista di un gruppo famoso con cui è in contatto e altre storie mediamente interessanti, poi siccome sapevo che lei è appassionata di danza le ho detto che forse le poteva interessare il secondo film in programma quella sera, e lei ha detto che sì, le interessava. Il film s’intitolava Vince Paterson, ad un passo dalle stelle – la “d” eufonica non è mia, per inciso – e raccontava la storia di un famoso coreografo americano, siamo arrivati che era già cominciato, comunque ci siamo seduti accanto a due amiche mie, e quando mi ha visto, una delle amiche mi ha detto chi aveva vinto il festival, aveva vinto Più buio di mezzanotte, il film proiettato il giorno prima, e io sono stato tutto contento, ho pensato Evvai ha vinto un film siciliano, e subito dopo, Ma sei scemo? Ti metti a fare il campanilista? Il film su Paterson comunque era interessante, anche se era pieno di gente finta, rifatta, che cantava le lodi di Paterson, per fortuna quando cominciavo a stufarmi il film è finito. Poi io e le mie amiche abbiamo preso le biciclette e camminato verso casa, siamo passati davanti agli organizzatori che festeggiavano la fine del festival e io sono stato tentato di andare dalla fondatrice del festival, se esiste in italiano la parola fondatrice, per farle i complimenti per avere organizzato un festival così bello, fatto così bene, solo che ci ho pensato troppo e alla fine non sono andato. Poi ho accompagnato la ragazza svizzera a casa sua, io sono tornato a casa mia, ero un po’ triste perché il festival era finito e a partire da oggi dovevo tornare a inventarmi che cosa fare la sera, per fortuna domani sono a un altro festival del cinema che fanno qui vicino, a Marzamemi, mi hanno invitato a parlare del mio libro, ci vado con molto piacere. E poi niente, il diario festivaliero finisce qui, non so che altro dire, dirò che stamattina chissà perché mi sono svegliato con una gran voglia di avere a casa un poster di Bruce Lee, ma magari mi passa, la voglia, chi lo sa, io no di certo.

Nessun commento:

Posta un commento