martedì 2 settembre 2014

Cieli, cruciverba e cartoline



La settimana scorsa a quest’ora mi trovavo su una piccola isola, una di quelle che circondano la Sicilia, mi piaceva perché ci abitava pochissima gente, e allora ho deciso che quella notte l’avrei passata lì da qualche parte, anche se a mano a mano che faceva buio mi è venuta un po’ paura al pensiero di stare facendo una stupidaggine, ma ormai l’ultimo aliscafo era partito e quindi non mi restava che dormire in spiaggia. Ho trovato una piccolissima caletta e ho sistemato il mio letto per la notte (un sacco a pelo poggiato su un materassino di gommapiuma), e visto che avrebbe fatto buio pesto solo dopo un’ora e mezza, ho nascosto lo zaino dentro a un cespuglio e sono andato a fare una passeggiata fino all’unico centro abitato dell’isolotto, davvero molto carino e caratteristico. Poi quando ha cominciato a fare buio ho pensato Sarà meglio tornare alla caletta, anche perché col buio pesto – era una notte senza luna – sarebbe stato difficile sia ritrovare il posto, sia evitare di farsi male sulla strada dissestata che mi ci avrebbe portato, e sia consumare il pasto che mi ero portato dietro. Solo che sulla strada del ritorno ho incontrato due donne sulla cinquantina, erano di Milano, due sorelle che mi hanno fermato e chiesto chi ero, cosa facevo, dove me ne andavo, e se volevo bere un bicchiere di vino con loro. Io ho guardato il cielo, avevo ancora un po’ di tempo prima del buio, e così ho seguito le due donne, due psicologhe ho scoperto dopo, nell’unico bar dell’isolotto, dove abbiamo bevuto un bicchiere di vino e parlato di psicologia, libri scritti da psicologi, com’è lavorare in una libreria, le solite cose. Poi quando ci siamo alzati ho scoperto che era ormai completamente buio, e mentre le salutavo le due donne mi hanno chiesto perché fossi improvvisamente così triste, e io ho detto loro Niente, mi sono ricordato di una cosa, e la cosa che mi ero ricordato è che al buio sarebbe stato difficilissimo tornare al mio giaciglio dall’altra parte dell’isola. Ed effettivamente è stato molto complicato, e intanto che incespicavo e mi perdevo pensavo che non era la prima volta che qualche sconosciuto mi intercettava in un momento topico per offrirmi da bere e farmi mancare qualche tipo di appuntamento; intanto che inciampavo e fischiettavo (io quando sono in difficoltà la prima cosa che faccio è fischiettare), pensavo Chi sono queste persone che mi fanno saltare i piani? Chi le manda? Ma alla fine forse grazie al vino, ma soprattutto grazie alla luce che faceva il mio telefono, me la sono cavata, ho ritrovato il mio giaciglio dove l’avevo lasciato. Ho cenato al buio e poi mi sono sdraiato, non c’era nessuno per chilometri, non c’erano luci, nemmeno la luna, e sopra di me ho visto tante stelle come non ne avevo mai viste prima, e anche la Via Lattea si vedeva benissimo, e quella notte ho scoperto che il cielo è tutt’altro che statico, è vivissimo, ci sono stelle cadenti, ci sono corpi che si muovono lentamente di moto rettilineo uniforme, e cioè i satelliti artificiali, ci sono aerei che passano, e poi anche entità strane, corpi che si muovono in una direzione e poi tornano indietro, è stato uno spettacolo meraviglioso, ho pensato pure di fotografarlo con l’iPod, anche se ovviamente è venuta solo una foto buia, quella che si vede qui sopra.

Poi al ritorno a casa fra un treno che non passava e l'altro ho fatto un difficilissimo cruciverba senza schema:



E poi niente, volevo dire che intanto continuano ad arrivarmi cartoline anonime in libreria, come queste due:

5 commenti:

  1. Bella avventura.
    Sei sempre più forte

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  2. Hmmm... Cartoline di portoferraio, dalla Francia, scritte dalla stessa mano.
    E nel disegno niente più lettere...

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  3. Sono in giro per la Sicilia, ma non riesco a passare da Siracusa, purtroppo! Però ti penso spesso e, ieri notte, sotto uno stellato imponente, sono tornato con la mente a questo post.
    Una domanda personale: a stelle cadenti come stai?
    Con lontana (ma nemmeno tanto) ammirazione.
    Gian

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    1. Bene, quella notte e non solo ne ho viste tantissime!

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  4. Sei proprio bello.

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