sabato 27 settembre 2014

Salvatore Albert Lombino

Chiesi al mio vicino chi fosse questo scrittore americano. Era niente di meno che Ed McBain. Tanto di cappello. Conoscevo bene il lavoro di McBain che firmava anche romanzi non polizieschi con il nome di Evan Hunter. La sera a cena me lo trovo accanto, lui non parla italiano, io non parlo inglese. Mentre stavo mangiando, a un certo punto, si volta verso di me e dice: "Ma tu d'unni sì?". E io: "Di Porto Empedocle, pirchì, tu d'unni sì?". "Io -- dice -- sugno di Cinisi, pirchì mè patre e mè matre erano di Cinisi, u mè veru nomu è Totò Lombino". E lì mi accorsi della distanza infinita tra come parlava Totò Lombino il siciliano e come lo parlavo io. Quando raccontai quello che mi era capitato ai giallisti, non ci credettero, andarono a controllare se era vero. Ed era vero, si chiamava Totò Lombino.
[Andrea Camilleri, Tullio De Mauro, La lingua batte dove il dente duole, Bari, Laterza 2013, p. 21]

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