venerdì 21 novembre 2014

5° DI4RIO - 10/36

Oggi appena ha suonato la sveglia l’ho staccata e mi sono rimesso a dormire, ho pensato che se ho la fortuna di potere restare a letto fino a tardi perché non approfittarne? Questo per dire che mi sono svegliato alle dieci e mezza. Dopo colazione, con la mattina ormai alle spalle sono andato in soggiorno, ho perso l’equilibrio e sono caduto sugli occhiali che erano sul divano, deformandoli leggermente. “Nooooo!” ho detto ad alta voce, perché gli occhiali sono la cosa più preziosa che ho, poi però con calma li ho raddrizzati, speriamo. Ho acceso il computer, mi aveva scritto una ragazza che conosco così così per chiedermi se oggi pomeriggio sarei stato in libreria, le ho risposto di sì, e lei mi ha scritto che sarebbe passata. Dopo sono uscito per andare a pagare una rata della tassa della spazzatura, per strada ho incrociato un cane che aveva gli occhi di due colori diversi e una mia amica che non vedevo da un po’ e che profumava di buono. Arrivato alle Poste ho preso il numero e ho tirato fuori il libro di Piazzese per leggere un po’, ma poi mi sono accorto che avevo portato la rata sbagliata, allora niente, sono tornato fuori a fare una passeggiata, durante la quale ho scritto un sms e incrociato un ragazzo che in bicicletta cantava una canzone in dialetto che mi sembra facesse “Ci mannu l’anticristuuu”, boh. A casa ho pranzato e poi ho lavato i piatti, è così rilassante, così zen lavare i piatti subito dopo avere mangiato, dovrei farlo più spesso, ho pensato mentre mi buttavo sul divano per un mini sonnellino. Quando mi sono svegliato ho fatto la doccia, poi sono corso al lavoro. In libreria sono arrivati molti libri, fra cui quello grosso Feltrinelli tratto da “Letter of note”, il sito di Shaun Husher, l’ho aperto a caso, ho trovato la lettera che Francis Crick ha scritto al figlio all'indomani della scoperta della doppia elica, cominciava così: “Mio caro Michael, credo che io e Jim Watson abbiamo fatto una scoperta importantissima”, mentre quella di Mario Puzo a Marlon Brando invece cominciava così: “Caro Mr. Brando, ho scritto un libro intitolato Il padrino.” Poi visto che era un giorno lento ho letto un po’ Il cerchio di Dave Eggers fino a quando non è arrivata l’ora della chiusura, quella ragazza che mi aveva scritto non è più passata, Chissà che cosa voleva?, ho pensato. Poi sono corso a casa, mi sono buttato sul divano, mentre sorseggiavo un bicchiere di vino ho pensato che relax, che confortevolezza, Ma perché qualcuno dovrebbe mai volere uscire di casa?, mi sono chiesto.

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