mercoledì 12 novembre 2014

5° DI4RIO - 1/36

Stamattina mi sono svegliato con calma senza sveglia, sono andato in bagno e lì ho trovato una fila di formiche che camminava sopra lo specchio. Le ho seguite, volevo vedere dove andavano, finivano in cucina nel sacco della raccolta del vetro, probabilmente ho lavato male un barattolo del miele prima di buttarlo via, ho pensato. Dopo colazione sono rimasto a casa, ho letto un po’, scritto un po’, controllato quanti soldi ho guadagnato con la pubblicità di Google. Un ragazzo mi ha detto che si guadagnano un sacco di soldi e allora ne ho messa un po’ nell’altro sito. Stamattina ho controllato, ieri ho fatto ventotto centesimi. Allora poi verso mezzogiorno mentre andavo a correre pensavo Che ci fai con trenta centesimi al giorno?, Ma toglila quella pubblicità orrenda, Eh, mi sono detto subito dopo, trenta centesimi oggi, trenta domani, fanno centonove euro e novanta centesimi all’anno, buttali via, ci pago quattro mesi di condominio. Poi mentre correvo ho ascoltato il podcast di una trasmissione radiofonica, c’era Igor Sibaldi che raccontava gli ultimi giorni di vita di Tolstoj, una storia interessantissima, pare che Tolstoj non sopportasse a tal punto la moglie che è scappato di casa, a ottanta e rotti anni, si è beccato la polmonite ed è morto, e Sibaldi ha letto le pagine del diario di Tolstoj risalenti a poco prima che scappasse di casa, una pagina cominciava così “Mio Dio, non ce la faccio più”, mi sembra. Poi mentre facevo stretching è passata lì davanti una navetta del Comune, ho visto l’autista che si faceva il segno della croce anche se non c’erano chiese nei paraggi. E dopo mentre andavo a prendere la bicicletta e mi godevo il sole e le endorfine, ho incontrato un signore che ha rovinato il momento ricordandomi che dovevo creare un evento su Facebook per una cosa, gli ho detto Lo faccio subito, poi mentre mi allontanavo ho pensato Lo faccio dopo. A casa ho fatto la doccia, una delle ultime docce fredde dell’anno perché fra un po’ mi toccherà attaccare lo scaldabagno che non accendo da giugno, poi ho pranzato, e mentre pranzavo fissavo le formiche, ho pensato che siccome non mordono né diffondono malattie ho deciso che per ora le lascio in pace, poi si vede. Dopo pranzo mi è venuto un gran sonno, non riuscivo a tenere gli occhi aperti, ho creato l’evento su Facebook per quella cosa poi sono crollato sul divano ho dormito tre quarti d’ora, poi sono andato in libreria che morivo ancora di sonno. In libreria sono venute due signore di Torino che volevano dei libri per bambini “che non si trovano a Torino”, alla fine erano tutte contente perché avevano scovato dei libri secondo loro introvabili, ho controllato, erano della Einaudi. E una ragazza, una studentessa, aveva dimenticato la fotocopia delle tasse universitarie per avere lo sconto, le ho detto dove poteva farle, le fotocopie, in un posto che sarà a tre minuti e mezzo di cammino dalla libreria, lei ha spalancato gli occhi, ha detto "e io dovrei arrivare là sotto?!” Poi niente, ho chiuso la libreria, e chiudo anche qui se no mi dilungo troppo, oggi comunque con Google ho guadagnato trentaquattro centesimi.

4 commenti:

  1. Che bella immagine: incontrare per caso un signore che ti ricorda che devi creare un evento su Facebook, pensa se ti avesse detto "memento mori".
    Si dice anche lì "lassottone"?
    (Ma se mettessi due box di pubblicità faresti circa 60 cents al giorno etc? E la posizione conta?)

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    1. Non lo so, oggi ho guadagnato quattro centesimi. Quattro!

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  2. però le formiche rosse mordono.

    (cmq lei era un po' fuori di testa, sì, ma anche tolstoj non scherzava)

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    1. Sì, dal programma radio si capiva anche questo.

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