martedì 18 novembre 2014

5° DI4RIO - 7/36

Stamattina mi sono svegliato senza sveglia intorno alle otto e mezza, mentre alzavo le tapparelle e aprivo la finestra mi sono ricordato che avevo fatto un sogno nel quale la mia risata veniva eletta migliore risata della città o qualcosa del genere. Ho bevuto due tazze di caffè, poi in bagno in mancanza d’altro ho sfogliato il solito vecchissimo dizionario dei film, c’era la scheda di un film di Orson Welles che mi piacerebbe vedere, La signora di Shangai, il quale, ho scoperto, è tratto da un romanzo che ho letto, Se muoio prima di svegliarmi di Sherwood King. Poi mentre mi vestivo mi sono accorto che i miei pantaloni preferiti, quelli di velluto, si sono consumati sul didietro al punto di squarciarsi, il che vuol dire che dovrò comprarne un altro paio nei prossimi giorni, Che rottura di scatole, ho pensato, perché non sopporto andare nei negozi a provarmi i vestiti, la trovo una perdita di tempo intollerabile. A fine mattinata sono andato a correre, ho ascoltato un’altra puntata del podcast che ascolto quando corro, questa raccontava la storia del maestro Manzi, il maestro di Non è mai troppo tardi e di un sacco di altre cose che non conoscevo, e anche questa storia era parecchio interessante. E mentre tornavo a casa in bici ho pensato Ma sto diventando uno di quei tipi entusiasti che trovano tutto interessante o sono soltanto fortunato? Dopo pranzo ho dormito un po’, fino a quando non mi ha svegliato il citofono, era il tecnico che stava aggiustando il citofono del palazzo e con tutti i pulsanti che c'erano per fare le prove doveva scegliere proprio il mio. Poi dopo ho risposto a due commenti al post prima di questo, a uno ho risposto con un emoticon e come ogni volta che ne digito uno ho pensato Ma quanti anni hai, dodici? Verso le sei è venuto mio nipote, abbiamo fatto insieme i compiti di inglese, poi abbiamo visto “Up” in lingua originale per abituarlo al suono della lingua, ma non l’abbiamo visto tutto perché poco prima delle otto è venuto mio fratello e insieme siamo andati a cena da mia madre. Lì mentre mangiavamo abbiamo visto il telegiornale, a un certo punto è comparso un politico sullo schermo e mia madre ha detto “Che faccia di babbo che ha questo”. Dopo mentre mio fratello mi riaccompagnava a casa abbiamo incrociato un autobus rosso a due piani uguale a quelli di Londra, ma non so che cosa ci faccia a Siracusa, boh, magari uno di questi giorni m’informo.

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