giovedì 20 novembre 2014

5° DI4RIO - 9/36

Stamattina mi sono svegliato prestissimo per i miei standard, saranno state le otto, sono saltato giù dal letto pensando Dài che oggi si combina qualcosa, e invece fra una colazione fiume, una lunga lettura di un romanzo – Blues di mezz’autunno di Santo Piazzese – eccetera sono diventate subito le undici. Comunque ho fatto qualcosa al computer, poi sono uscito, fuori c’era una giornata così bella che io indossavo soltanto una maglietta a maniche corte. Sono passato in libreria perché a un cliente serviva la consegna a domicilio e io mi sono offerto di farla come favore personale, senza guadagnarci niente. Solo che chissà perché mentre facevo tutto questo mi è salito il nervoso. Allora ho pensato che con quel caldo il modo migliore per fare passare il nervoso sarebbe stato andare a fare una nuotata, ma poi a casa ho messo a tutto volume i Clash, Stay free, e invece del costume ho indossato pantaloncini e scarpe e sono andato a correre. Mentre correvo ho ascoltato il solito podcast istruttivo, quello di oggi parlava della Repubblica di Salò e, oh, non ci posso fare niente, devo dire che è stato interessantissimo pure questo, lo speaker ha letto anche alcune lettere che Mussolini scrisse alla Petacci dal lago di Garda, una cominciava così: “Io non amo i laghi”. Peccato però che un po’ di nervoso mi è rimasto lo stesso. Poi ho pranzato ascoltando la radio, ho dormito un po’, combinato qualcos’altro al computer, poi è venuto mio nipote e insieme abbiamo continuato a vedere Up in lingua originale, abbiamo cominciato dal punto in cui il bambino dice “I think boring stuff is the stuff I remember the most”. Dopo un po’ mio nipote è andato via, e mentre aspettavo che venisse a prendermi mio fratello ho ascoltato un po’ di musica a tutto volume, soprattutto un gruppo che ho scoperto da poco e che mi piace molto, si chiamano Riptides. Abituato come sono a mangiare da solo è stato un po’ faticoso cenare con tutta la famiglia attorno al tavolo e con la televisione accesa, e infatti appena ho finito sono scappato nell’altra stanza con mio nipote, abbiamo giocato a saltare da un letto all’altro, a tirarci le cose, con i Lego e con le macchinine. Poi è arrivata l’ora di andare, e mentre mi riaccompagnava a casa mio fratello mi ha chiesto se credo nelle scie chimiche, gli ho detto di no, mi è sembrato sollevato. Adesso sono a casa e mi sembra di capire che il nervoso mi sia passato, evviva, meglio così.

5 commenti:

  1. Ma nervoso per la consegna?!
    Gian

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    Risposte
    1. No, per una cosa che mi è capitata mentre facevo la consegna, e che è meglio se non scrivo qui..

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  2. Ti ha chiesto se...
    Dai questa impressione? Forse devi farti la barba ;)

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