sabato 6 dicembre 2014

5° DI4RIO - 25/36

Stamattina ho fatto fatica a svegliarmi anche se ieri sera sono andato a letto presto, e ieri sono andato a letto presto perché ero stanco del viaggio, che tra parentesi è stato molto bello, è andato tutto bene, soprattutto due giorni sono stati molto piacevoli, grazie. Dopo colazione sono corso al lavoro anche se non avevo voglia, doveva essere l’effetto di otto giorni di vacanza. In libreria è venuto un signore che ha chiesto dove tenevamo i libri di psicologia, però pronunciato alla siciliana -- pissicologgia -- gli ho chiesto su che argomento li cercava, lui mi ha risposto “un argomento sui cinque euro, ah ah”. Poi a pranzo visto che dovevo fare un sacco di cose e non avrei avuto tempo per cucinare, ho preso al volo un’impanata con le melanzane che ho mangiato per strada, e mentre mangiavo ho visto un tizio buttare delle bottiglie di vetro nel cassonetto dell’indifferenziata, sul momento ho scosso la testa deluso, ma poi ho pensato quello che penso spesso in questi casi per sopravvivere, e cioè che su una scala di tempi geologici cose come la raccolta differenziata non hanno la minima importanza, figuriamoci su una scala di tempi astronomici. A casa ho messo su il caffè, e mentre aspettavo che uscisse ho sentito un rumorino venire dall’interno di una parete, una specie di scoppiettio, ho pensato Ecco qua, i fili elettrici, un cortocircuito, e mentre con le mani sui fianchi cercavo di decidere il da farsi mi sono detto Vabbè, tanto c’è il salvavita, se il salvavita non fa il proprio dovere e non mi salva la vita allora è destino, solo che poi ho alzato la testa, e niente, il rumorino veniva dall’orologio a muro, avevo dimenticato che gli avevo cambiato le pile. Di pomeriggio sono tornato al lavoro, era una di quelle giornate piene di clienti, e anche piene di amici che passano a fare due chiacchiere, non è stato facile alternare chiacchiere e clienti ma credo di esserci riuscito. Dopo la chiusura sono andato con una mia amica all’inaugurazione di una nuova libreria qui a Siracusa, mentre pedalavo ho pensato Mi raccomando, adesso non fare la scontatissima battuta che sei andato a controllare la concorrenza, me lo sono ripetuto diverse volte, solo che poi devo essermelo dimenticato perché appena entrato la prima cosa che ho detto è stata “Sono venuto a controllare la concorrenza, ah ah”, e mi sono vergognato tantissimo soprattutto con me stesso, ma poi mentre bevevo vino e chiacchieravo con qualcuno ho pensato che anche le figuracce che facciamo con noi stessi, su una scala di tempi geologici perdono qualsiasi importanza, figuriamoci su una scala di tempi astronomici.

3 commenti:

  1. La battuta sul controllo della concorrenza fa parte di quelle frasi di circostanza che sembrano brutte ma poi se non le dici qualcuno ci rimane male. Hai fatto bene a dirla anche se su una scala di tempi geologici...

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  2. (Ciao dalla stazione)

    L.

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