lunedì 8 dicembre 2014

5° DI4RIO - 26/36

Oggi quando ha suonato la sveglia avevo ancora sonno, ho pensato bene di postporla e mi sono girato dall’altra parte, ma poi non mi sono riaddormentato perché in testa continuavo a ripetermi il participio passato di postporre, postposto, che mi sembrava una parola bellissima, metti che un gruppo scriva una canzone intitolata Postposto e poi la voglia caricare su internet, pensavo, il chitarrista potrebbe chiedere al cantante “L’hai postata Postposto?”, e a quel punto mi sono alzato, ho fatto colazione e sono andato al lavoro. In libreria era già Natale, ho fatto un sacco di confezioni regalo, e fra una confezione e l’altra ho continuato a leggere Il cerchio di Eggers, che devo dire mi sta piacendo, la realtà che descrive è molto inquietante. A pranzo ho cucinato un piatto di pasta, mentre aspettavo che l’acqua bollisse ho spulciato un po’ Quora, poi mi è arrivato un messaggio di mia sorella con cui mi diceva che mentre ero in viaggio lei è passata dal mio appartamento, e a un certo punto ha visto uno scorpione, quindi forse lo vedrò anch’io, ma non devo spaventarmi, diceva mia sorella. Dopo pranzo ho dormito un po’, poi ho letto un articolo del New York Times del 2005 sul libro che sto leggendo in questo periodo, Il bar delle grandi speranze di Moehringer, quindi sono tornato in libreria. Al lavoro c’era ancora più caos della mattina, fortuna che avevo Il cerchio a tenermi compagnia, e per passare tempo ogni volta che i clienti m’interrompevano posavo il libro di traverso, così loro per leggere il titolo sulla copertina – i clienti vogliono sempre sapere che cosa sta leggendo il libraio, ho scoperto – dovevano piegare il collo nei modi più strani, era piuttosto divertente, devo dire. E a un certo punto è entrato un uomo che mi ha chiesto se vendevamo delle mutande taglia quarantadue, ma era solo uno scherzo per finire sull’altro sito. Alla fine ero stanco morto, è stato bellissimo tornare a casa in bicicletta con i lampi all’orizzonte e due giorni liberi davanti. Dopo cena ho visto l’ultimo film di Jim Jarmush, quello con Tilda Swinton, e ho pensato a quella volta, anni fa, che avevo conosciuto una ragazza francese qui a Siracusa, e pensando di farle un complimento le ho detto che secondo me somigliava a Tilda Swinton, lei però ha spalancato gli occhi, ricordo, e ha detto “C’est horrible!” o qualcosa del genere, e insomma l'ha presa per un'offesa, peccato. E poi niente, fuori piove, domani non lavoro e io sono contento.

3 commenti:

  1. Per quanto immediato sia internet, ogni cosa che pubblichi è pur sempre post.
    Si legge che sei contento... è bello :)
    L.

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    1. Sì, sono contento! Strascichi del viaggio? :)

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  2. Tutto a posto con Postposto? L’hai poi postata sul posto o hai posposto apposta? Impostore, ti pesto!

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