martedì 9 dicembre 2014

5° DI4RIO - 27/36

Stamattina mi sono svegliato tardissimo, le undici passate, e mentre facevo colazione ho apprezzato il fatto che mi sentissi riposato, fresco, in pace con il mondo. Dopo ho messo su Love songs for the retarded e mi sono preparato per uscire, arrivato verso la fine di Ursula finally has tits ero pronto. Mentre andavo in centro in bici sotto un bel sole è successa quella cosa strana, mi sono sorpreso a canticchiare la sigla di Ralph Supermaxieroe, cioè il ritornello, e la stranezza sta, primo, nel fatto che sono anni -- una venticinquina abbondante -- che non sento quella canzone, e secondo, che cantavo pronunciando le parole giuste, nonostante una venticinquina abbondante d’anni fa io l’inglese lo sapessi poco e niente, ho pure controllato su internet, le parole erano quelle, quindi, boh, mistero. In centro ho fatto un po’ di spesa e poi mi sono fermato a chiacchierare con una mia amica che mi ha invitato per il tè e mi parlava con la testa piegata all’indietro e ruotata di lato, pensavo avesse il torcicollo, e invece riflettendoci ho capito che voleva solo che il sole la colpisse direttamente sul viso. A casa dopo pranzo mi sono buttato sul divano, ma dopo dieci ore filate di sonno ero troppo riposato, non ho chiuso occhio, e allora ho preparato del caffè e poi ho sbrigato delle cose pratiche, sistemato alcune carte, compilato moduli, controllato scadenze eccetera, e verso le cinque sono andato da quella mia amica per il tè. Quando più tardi sono uscito da casa sua mi sono ritrovato nel bel mezzo della processione dell’otto dicembre, ci ho messo un sacco di tempo a fendere la folla in bicicletta, una cosa complicatissima, come correre sulle sabbie mobili, forse, anche se io le sabbie mobili non le ho mai viste nemmeno da lontano. Prima di tornare a casa sono passato da mia sorella che doveva regalarmi la cena, un paio di impanate con le verdure che ho accettato volentieri, e già che c’ero ho aiutato mio nipote a fare le moltiplicazioni a due cifre. Poi a casa mentre mangiavo le impanate ho visto l’ultimo film di Kevin Smith, Tusk s’intitola, un film un po’ disturbante, come si suol dire, in cui recitava anche l’attore bambino di Intelligenza artificiale ormai diventato un attore ragazzo con la pancia e la barba, alla fine non capivo se fosse più disturbante il film in sé, o vedere il bambino di Intelligenza artificiale con la pancia e la barba e il doppio mento, adesso faccio una cosa, vado a letto e ci penso.

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