lunedì 15 dicembre 2014

5° DI4RIO - 33/36

Stamattina al risveglio avevo ancora un po’ di tosse, comunque quando si è fatta ora ho messo gli Hives a tutto volume, mi sono preparato e sono andato al lavoro. Appena ho aperto, la libreria si è riempita subito di gente, tra cui una signora che mi ha chiesto dove tenevamo i libri di “Girolamo” Stilton, poi è entrato un signore americano che mi ha salutato facendomi la V di vittoria con indice e medio, e a metà mattina un signore che non conosco ha comprato, per regalarle, undici copie del 49esimo Stato, mentre gliele impacchettavo ho pensato Adesso glielo dico che l’ho scritto io, e invece niente, non gliel’ho detto. A casa dopo pranzo mi è caduto l’occhio sulle bollette di luce e acqua e ho notato con sgomento che erano entrambe scadute da due, tre giorni, ero sicuro che mancasse ancora parecchio. Pazienza, ho pensato dopo, domani mattina mi armo di libro e torno alle Poste, anzi, pure meglio, si legge così bene in coda alle Poste. Poi mi sono infilato sotto il piumone e ho riposato perché sentivo ancora gli ultimi fuochi dell’influenza. Quando si è fatta ora ho messo di nuovo della musica forte, questa volta i primissimi Foo Fighters (Visiting is pretty, visiting is good), ho preso la bici e sono corso al lavoro, stando attento a non ammazzarmi sulla cera che i devoti di ieri hanno sparso sull’asfalto rendendolo pericolosissimo (nei giorni subito dopo Santa Lucia di solito cade un sacco di gente a causa della cera). Al lavoro è stato strano, a un certo punto tutti quelli che entravano in libreria mi sembravano così soli, così bisognosi di compagnia, chissà perché mi hanno fatto una gran pena. E poi ho avuto uno di quei momenti che io chiamo di iper-obiettività, ho pensato Mi trovo in una stanza piena di roba, e ogni tanto un estraneo entra, prende un po’ della roba e se la porta via in cambio di qualche foglietto colorato o pezzo di metallo, più ci pensavo più tutta la situazione pareva assurda. Dopo avere chiuso, in serata, sono tornato a casa e ho visto l’ultimo film di David Fincher, i suoi film mi piacciono molto soprattutto per la musica e i suoni, so che è una frase un po’ così, però è vera, non ci posso fare niente. E mentre guardavo il film di Fincher ho mangiato un sacco di dolcetti della Perugina che mi ha regalato una mia amica, e ora con tutto questo zucchero nel sangue non so se riuscirò a prendere sonno, speriamo di sì.

2 commenti:

  1. ottundimento contundente...

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  2. Leggerti è consolante. A volte ho pure io "attacchi" di iper-obiettività e mi meraviglio che la maggior parte delle persone non riesca a vedere la realtà da angolazioni differenti.

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