mercoledì 17 dicembre 2014

5° DI4RIO - 36/36: fine

Stamattina al risveglio ero deciso a fare fruttare la mattinata e combinare più cose possibili, solo che poi ho controllato l’ora, erano le dieci passate, Come non detto, ho pensato. Allora ho fatto colazione con calma, ho ascoltato il notiziario alla radio, letto Epitteto in bagno e poi ho risposto a tutte le email che avevo in sospeso. Dopo mi sono cambiato e sono andato a correre, avrei voluto mettere alcuni fogli di giornale sotto la felpa per proteggermi il petto in bici, ma non avevo giornali in casa, allora ho messo una di quelle bustone postali gialle con dentro le bolle d’aria, andava benissimo, isolava che era una meraviglia. Pedalando non vedevo l’ora di ascoltare uno dei podcast che ascolto sempre quando corro, e invece arrivato al campetto ho scoperto che avevo l’iPod scarico e quindi niente, ho corso immerso nel silenzio e sotto un bel sole, piacevole è stato piacevole, ma non era la stessa cosa, mi sembrava di vedermi da fuori, e infatti ogni tanto pensavo Ma che piacere ci trovi a correre? Poi in pantaloncini e tutto sono andato al supermercato, pedalando ho visto una donna che si copriva la faccia e piangeva, mi è dispiaciuto per lei, ma poi quando le sono passato davanti ho scoperto che in realtà stava ridendo a crepapelle, Meno male, ho pensato. Dopo pranzo ho dormito un po’, poi ho messo Django Reinhardt sullo stereo e mentre l’ascoltavo ho fatto una doccia tiepida, quindi ho combinato qualcosa al computer con un occhio all’orologio, perché a una certa ora sarei dovuto andare in libreria. E infatti così ho fatto, un po’ dopo le quattro ho spento il computer, ho preso la bici e sono andato in libreria. Lì ho trovato la busta che mi era arrivata ieri, era una busta per lettera affrancata in Spagna che conteneva una cartolina anonima come me ne arrivano ormai da più di tre anni, questa in realtà era una foto Polaroid da un lato, e metà di un disegno dall’altro (l’altra metà arriverà a giorni, credo), domani o dopodomani pubblicherò una foto. In negozio poi non mi sono fermato un secondo, fra libri arrivati, libri da incartare, libri da consigliare, quando è arrivata ora di chiusura ero stanco ma felice. Appena ho chiuso ho raggiunto un paio di amici con i quali ho bevuto una birra e fatto due chiacchiere, poi mentre tornavo a casa ho telefonato a una ragazza, abbiamo parlato del più e del meno, devo dire che mi piace molto il suono della sua voce. E poi niente, capolinea: questo diario finisce qui. Sarà strano per qualche tempo notare qualcosa senza poi poterlo raccontare a nessuno, ma magari lo racconterò lo stesso, qui. Oppure no, me lo terrò per me. Non lo so, adesso comunque sia me ne vado a letto a leggere, buonanotte.

7 commenti:

  1. È stato un bel diario, in qualche modo mi hai ispirato. Grazie.

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  2. È stato bello "spiarti" un po'.

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  3. Mi mancherai, ogni mattina.
    C.

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  4. Voglio un "6° Di4rio - 365/365"
    Antonio C.

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  5. La prima cosa che per 36 giorni ho fatto al mattino appena sveglio è stata leggere il tuo diario.
    Grazie di cuore.
    Andrea

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  6. ma scusa, ma "proteggersi" a Siracusa? con le temperature che avete? dai.

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