lunedì 19 gennaio 2015

Per non lasciar morire la conversazione

«La cosa principale che si deve ficcare in zucca [...] è che io sono un uomo al quale le donne trovano impossibile resistere.»
[...]
«Lei ha un che di magnetico. Come Napoleone.»
«Napoleone era magnetico?»
«Molto.»
«Beh, ecco, per me è sempre stato lo stesso. Con una sola eccezione: una maestra di scuola che conoscevo quando ero giovanotto e stavo nel Galles; quella si rifiutò di sposarmi finché non avessi acquistato una solida conoscenza, così la chiamava lei, della letteratura inglese. Shakespeare, capisce, e tutta quella roba lì.»
«Le maestre di scuola tendono a mescolare la vita professionale con quella privata.»
«Sì, e il saggio le evita come la peste. Ma a parte lei ho sempre avuto successo con le donne. Sa quante volte mi sono sposato?»
«Non saprei.»
«Cinque.»
«Un bel record.»
«Notevole. Ho questa disgraziata tendenza a chiedere alle donne di sposarmi. Viene sempre un momento in cui non so più cosa dire, e così per non lasciar morire la conversazione faccio proposte di matrimonio.»
«E loro non domandano di meglio che accettarle.»
«Naturalmente.»
«Capisco le sue difficoltà.»
«Il problema è come impedirmi di fare queste proposte.»
«Sì, è questo il nocciolo della questione.»

[P. G. Wodehouse, Anonima scapoli, traduzione di Elena Spagnol, Milano, Mondadori 1975, pp. 69-70]



Grazie a Claudia B. per avermi regalato questo divertente "Oscar del ridere" degli anni Settanta!

(Ma gli Oscar del ridere esistono ancora o sono andati estinti?)

4 commenti:

  1. :) io non sapevo neanche che esistessero questi Oscar del ridere.

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  2. Secondo me, se avesse studiato la letteratura inglese, avrebbe avuto altri argomenti di conversazione e problema risolto!

    L.

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