lunedì 20 aprile 2015

"Yeah, right."

Una volta, durante una conferenza, il linguista J. L. Austin stava dicendo che non esistono lingue in cui due affermazioni facciano una negazione. Si dice che il filosofo Sidney Morgenbesser, seduto tra il pubblico, abbia replicato: "sì, !"



[Alex Bellos, I numeri ci somigliano, traduzione di Giuliana Lupi, Torino, Einaudi 2015]

3 commenti:

  1. Giuliana Lupi è molto più brava di me e dunque ha tradotto meglio di come avrei fatto io: io infatti avrei reso il famoso «yeah, yeah» di Morgenbesser («yeah, right» secondo un'altra tradizione) con «certo, certo».

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    1. Io mi sarei spinto oltre: "sì, vabbè."

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