giovedì 11 giugno 2015

Delle ragazze, delle donne

E ogni tanto mi scrivono delle ragazze, delle donne, per chiedermi qualcosa, o per farmi i complimenti per qualcosa, o per propormi qualcosa, e alcune di queste ragazze, di queste donne, ho notato che per farmi capire che non devo mettermi in testa certe idee trovano i modi più strani per infilare nel discorso il fatto che sono fidanzate o sposate, i modi più creativi per includere nelle frasi la locuzione "il mio ragazzo/marito/compagno", anche se non c'entra niente, e quando leggo cose del genere mi viene sempre un po' di tristezza, perché penso a quello che c'è dietro a un'usanza come questa. Mi viene anche un po' il nervoso, devo dire, ma più tristezza, diciamo.

12 commenti:

  1. Quello che c'è dietro è che si sono sentite rinfacciare di avere illuso di essere libere, o di essere state poco corrette nei confronti dei loro compagni, quando invece non ne avevano parlato proprio perché non c'entrava niente con il discorso.

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    1. Esatto. Conoscono la società è sanno che purtroppo nella maggioranza dei casi l'attenzione/attrazione di una donna verso un uomo, anche quando solo di tipo intellettuale, viene scambiata per interesse sentimentale o sessuale.
      Troppe volte ho dato confidenza a uomini perché appunto ritengo naturale scambiare opinioni, fare amicizia, chiacchierare e troppe volte questa naturalezza nello scambio (come dovrebbe essere!) veniva scambiata per altro. Per cui, onde evitare, meglio specificare che l'interesse è solo di tipo intellettuale.
      Non fanno tristezze questa ragazze che lo specificano, fa tristezza la società maschilista che ancora autorizza a giudicare in una certa maniera le donne...
      Tu Stefano sei un'eccezione, ma il maschilismo imperversa ancora.

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    2. * e sanno (non: è sanno).

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    3. Infatti, fa tristezza pensare a quello che devono passare le ragazze per costringerle a mettere in chiaro tutto e subito, a dire cose del tipo "ho letto il tuo libro e, come dicevo al mio ragazzo, mi è piaciuto molto"...

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    4. Rita,
      che la società sia permeata di maschilismo mi mancava, ma al di là di questa uscita (femminista, cough) sono curioso di sapere in quale modo vengono giudicate queste donne.

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    5. Guarda, io sostengo una cosa: che per capire certe discriminazioni bisogna essere la parte discriminata. Ad esempio si pensa che l'omofobia non sia poi un pensiero così diffuso, eppure prova a baciare una persona del tuo stesso sesso in certi ambienti pubblici e vedi le reazioni; così si pensa che il razzismo sia un'eccezione, eppure bisogna essere extracomunitario per vedere certi sguardi e le persone che si allontanano sull'autobus ecc; allo stesso modo si pensa che la società in cui viviamo non sia più maschilista perché in fondo le donne hanno gli stessi diritti, eppure bisogna essere donna e andare in giro per vedere come in certe occasioni si viene giudicate, guardate e sì, anche discriminate. Però sei uomo, almeno a giudicare dal tuo profilo e foto, quindi ti servirà di inforcare doppie lenti per vedere cose che altrimenti non vedresti. Personalmente in passato sono stata vittima di qualche equivoco solo per essere stata gentile. Mi si rinfacciava di aver fatto la "gatta morta", di aver sedotto e poi non esserci stata, quando in realtà ero soltanto stata gentile. Sono pregiudizi maschilisti che in certi ambienti e contesti permangono ancora. Non in tutti, ma nella società in generale ci sono.

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    6. Ad esempio Vittorio Zucconi, a proposito dell'astronauta Samantha Cristoforetti ha scritto: "Con la delicatezza di un parto complicato, e la tenerezza fragile di una bambina uscita dal grembo dello spazio, Samantha è tornata alla madre terra, tra le braccia di omoni russi". Ora, orrore della metafora a parte, ti pare giusto che una donna che ha studiato, che si è specializzata, che ha ottenuto successi lavorativi non indifferenti debba essere trattata alla stessa stregua di una donzella fragile? I segni del maschilismo sono anche questi. Questa diversità di trattamento. E non stiamo parlando di un uomo ignorante, ma di un giornalista, che in teoria dovrebbe aver superato certi pregiudizi.

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    7. Rita,
      stai provando a sviare il discorso, con una fiumana di parole. Di quel che scrive o pensa Zucconi mi cale proprio poco: stiamo parlando di donne che mettono le mani avanti specificando di essere sentimentalmente impegnate per evitare che il loro interlocutore ci provi con loro. Zucconi e la società maschilista c'entrano come i cavoli a merenda.
      Il punto è che le cose in italia stanno così: c'è una tale fame di figa, una tale disparità di domanda e offerta, di figa, che le ragazze carine (e non) vengono costantemente abbordate da chiunque. Lo so perchè vedo i miei conoscenti e la mia stessa morosa viene continuamente contattata da decine di maschi. Questo fa tristezza, se vuoi: che i maschi sparino nel mucchio per raccogliere qualcosa anzichè interessarsi a qualcuna che li colpisca veramente.
      Tutto questo, col maschilismo, c'entra proprio una mazza. Infilare il maschilismo in questo problema è semplicemente un conato di femminismo.
      Non confondere gli equivoci in cui sei caduta col maschilismo: non c'entrano una fava.

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  2. mon dieu, come dicevo al mio ragazzo va quasi oltre la tristezza!

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  3. Che poi il ragazzo è anche immaginario... però non le biasimo, come fanno a fidarsi di uno che non ha il frigo in casa?

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  4. L'ho visto fare anche da ragazzi. È una società che ti giudica se sei solo, a prescindere. Che problema ci sarebbe ad essere fraintesi, soprattutto se il fraintendimento sta nella testa dell'altra persona? Ripeto, secondo me si specifica più per far sapere che qualcuno ci ama, che per evitare attenzioni indesiderate. Il maschilismo sta nella testa di chi pensa che - se non specificasse - allora l'uomo sarebbe automaticamente libero e volenteroso di provarci.

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