martedì 9 giugno 2015

In viaggio

Al ritorno a casa avrei voluto scrivere di chissà quante cose fra quelle che mi sono successe in viaggio, peccato che non ho mai preso appunti, non li prendo mai, una volta nel 2006 ero in Olanda, stavo bevendo una birra con una ragazza, a un certo punto mi è venuta in mente una cosa e me la sono appuntata su un pezzo di carta, è finita che la ragazza olandese mi ha guardato in un modo, ma in un modo -- con un misto di tenerezza e pena, mi viene da dire -- che da allora non ho più preso appunti sulla carta, solo sul telefono, tanto sembra che sto scrivendo un sms. Comunque qualcosa me lo ricordo di questo viaggio, ricordo per esempio che ero a cena con una ragazza al ristorante, e quando la cameriera ci ha portato una bottiglia di acqua sull'etichetta c'era scritto "acqua potabile", E meno male, ho pensato io. E mi ricordo anche che alla libreria di Verona prima che cominciasse la presentazione c'era un solo cliente, Beppe Civati, che pensavo volesse assistere alla presentazione e invece no, quando ci siamo spostati nella sala con le sedie lui non ci ha seguiti. E ricordo che sempre a Verona mi sono seduto in piazza Bra per riposarmi -- stavo andando a piedi in libreria dalla stazione trascinandomi dietro il borsone -- e sulla panchina accanto a me si è seduta una vecchietta veronese che dopo un po' che parlavamo mi ha chiesto se poteva toccarmi i capelli, le ho detto di sì, "Tocchi pure", lei mi ha accarezzato la testa, poi mi ha detto "che bei capelli, sono veri?" E ricordo che a Vigevano, verso la fine della bella presentazione che abbiamo fatto alla libreria Le notti bianche con Alessandra De Vizzi, Alessandra De Vizzi mi ha chiesto che cosa avrei scritto qui su quella serata, e io le ho detto che probabilmente non avrei scritto niente, anche perché in quei giorni ero senza computer e senza internet. E adesso che ho entrambi e posso scrivere qualcosa non mi viene in mente niente, sempre così, credo che mi limiterò a salutare tutti quelli che ho incontrato e con cui ho parlato in questi dieci giorni, compresi quelli che al Nord quando venivano a sapere che sono siciliano mi chiedevano "Lavori/studi/vivi qui?", io dicevo che no, ero solo di passaggio, vivo in Sicilia, e loro mi guardavano in modo strano, come se non ci credessero, vai a sapere perché.

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