venerdì 26 giugno 2015

Un nemico insidioso

Questi sono i segni di chi progredisce: non biasima nessuno, non accusa nessuno, non parla mai di sé come se fosse qualcuno o una persona che sa qualcosa. Quando è impedito o ostacolato in qualche cosa, accusa se stesso. E se qualcuno lo loda, se la ride dentro di sé di chi lo loda; e se qualcuno lo biasima, non si difende. Va in giro come i convalescenti, stando attento a non affaticare le parti in via di guarigione, prima che si siano definitivamente rimesse. Ha eliminato da se stesso qualsiasi desiderio. Ha trasferito l'avversione solo alle cose contro natura tra quelle in nostro potere. Verso ogni cosa ha un impulso moderato. Se appare sciocco o ignorante, non se ne cura. In una parola, si guarda da se stesso, come da un nemico insidioso.


[Epitteto, Manuale, traduzione di Martino Menghi, Milano, BUR 2000, p. 85]

4 commenti:

  1. Sei ben incamminato sul sentiero della saggezza. Non fa davvero meraviglia che tu sia il miglior romanziere italiano del momento.

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  2. Oh, una nota, ehm, “erudita”: del bellissimo Epitteto ha dato una versione bellissima Giacomo Leopardi adolescente, ma non so dove la si trovi al di fuori dell’opera omnia.

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    1. Il "volgarizzamento del Manuale" si trova anche in questa edizione BUR, Marco! In appendice. Davvero molto bello..

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  3. A volte Epitteto mi pare rinnegare il sangue che scorre nelle sue vene.

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