domenica 12 luglio 2015

Diario festivaliero, giorno 3

Ieri sera appena ho chiuso la libreria sono andato a mangiare qualcosa al volo, un arancino e poco altro, ho riempito una bottiglietta di acqua e poi sono andato a sedermi nell'arena ancora semivuota. Appena ha fatto buio il presentatore è salito sul palco insieme ai protagonisti della serata, c'era pure Aurelio Grimaldi per presentare il suo documentario su Alicudi, "Alicudi nel vento", che infatti hanno proiettato subito dopo. Era la storia di Grimaldi che va a stare per cento giorni nell'isolotto di Alicudi e fa una specie di doposcuola ai ragazzini dell'isola che non sanno nemmeno quale sia la capitale della Germania o quando si metta l'apostrofo dopo "un". Il film mi è piaciuto, a non piacermi è stata la confezione, la grafica soprattutto, che sembrava fatta con Powerpoint. Poi alla fine Grimaldi è tornato sul palco, "ci sono domande?" ha detto il presentatore, e una signora inglese del pubblico si è alzata ha detto che il film non le era piaciuto perché sembrava che Grimaldi volesse prendere in giro quei ragazzini, ma Grimaldi non se l'è presa. Poi si è fatto dare il microfono un siracusano che aveva partecipato alle musiche del film, questo signore secondo me avrebbe voluto tessere le lodi di Grimaldi, in realtà urlava solo "la libertà! la libertà!", non si è capito bene cosa volesse dire. Poi hanno proiettato alcuni cortometraggi, alcuni erano belli, altri non capivo di cosa parlassero, giocavano troppo sul detto e sul non detto, e quando guardo questo tipo di corti mi viene il nervoso perché mi fanno sentire stupido, ammesso che non lo sia. Poi hanno proiettato un lungometraggio intitolato "Banana" che mi è piaciuto molto, quando è finito è salito sul palco uno degli attori, Giorgio Colangeli, che a un certo punto ha detto una cosa interessante, ha detto che ridere e piangere non sono due cose tanto diverse, per un attore il meccanismo è molto simile, e infatti poi si è messo a singhiozzare e in effetti non si capiva se stesse piangendo o ridendo. E poi niente, ho votato per "Banana", ho parlato con certi amici, ho preso la bici e sono andato a casa.

2 commenti:

  1. Banana è piaciuto molto anche a me. Riesce a essere sognatore e disilluso insieme, non so come dire...
    Dopo averlo visto, ho cercato qualche informazione sul regista e ho trovato questo corto. Secondo me è più acerbo e strano, ma si vede che viene dalla stessa "mano". C'è una poetica riconoscibile, che mi piace tanto.
    https://www.youtube.com/watch?v=grncgzSrl5I&list=PL13C644B23FB4F1F9

    L.

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