lunedì 13 luglio 2015

Diario festivaliero, giorno 4

Ho citofonato a una mia amica e insieme siamo andati al festival e dopo un po' sono cominciati i cortometraggi. Il primo mi è piaciuto molto, s'intitolava "Sinuaria", ed era la storia di un detenuto barbiere del carcere dell'Asinara, fatto molto bene, secondo me. Il secondo s'intitolava "Bang!" e non ci ho capito molto, ma è colpa mia, se c'è una cosa che ho capito guardando tutti questi cortometraggi è che non sono una persona molto sveglia. Poi è cominciato il documentario "Gesù è morto per i peccati degli altri", quando sullo schermo è comparso il titolo ci sono rimasto un po' così perché "Gesù" ed "è" non erano accentati ma apostrofati, però vabbè, ho cercato di non pensarci. Il film comunque era ambientato nel quartiere a luci rosse di Catania chiamato San Berillo, fatto bene, molto interessante, mi ha colpito che secondo i sottotitoli inglesi fuitina si direbbe "elopement", e in effetti poi ho controllato sul dizionario del mio computer, la definizione di elopement è proprio "run away secretly in order to get married, esp. without parental consent". Alla fine del film sono saliti sul palco la regista e uno dei protagonisti, un transgender chiamato Franchina, che ha spiegato come Gesù sia l'unico uomo che lo capisca e lo faccia sentire amato, mi sembra di ricordare. Poi il presentatore ha chiamato sul palco il presidente di giuria, lo sceneggiatore Andrea Purgatori, per dire che domani, cioè oggi, alle sei e mezza Purgatori terrà una master class sulla sceneggiatura, e Purgatori ha detto "Master class è una parola tipo spread, diciamo più una chiacchierata", e poi ha detto che il film che avrebbero proiettato subito dopo era "bellissimo, bellissimo, bellissimo", e io per come sono fatto avevo quasi deciso che il film non mi sarebbe piaciuto per partito preso. E invece "Senza nessuna pietà", così s'intitolava, mi è piaciuto, anche se il personaggio di Favino, grosso, barbuto e taciturno, mi faceva pensare a un personaggio di Superman due, il cattivo grosso, barbuto e taciturno. Alla fine del film sono saliti sul palco il regista e la protagonista, una bella attrice chiamata Greta Scaroni che era un incrocio fra Serena Autieri e Emmanuelle Seigner, sembrava emozionata o forse era soltanto stanca, era l'una di notte. Ora vado alla master class di Purgatori, magari riesco a capire come si faccia a diventare sceneggiatori.

3 commenti:

  1. ...so che centra poco, ma aver letto il termine citofonare, mi ha fatto sorridere del suono agè che ha

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    1. È vero, ormai citofonare è una cosa vintage..

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  2. dopo "Gesù è morto per i peccati degli altri" non poteva che salire Purgatori pe l'espiazione dei ns peccati.. eheheh. eheheh

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