martedì 14 luglio 2015

Diario festivaliero, giorno 5

Poi ieri pomeriggio la master class sulla sceneggiatura è stata molto bella, eravamo in pochi, si stava bene. C'erano alcuni registi e attori del festival, davanti a me c'era Anita Caprioli, e a un certo punto ho fatto pure una domanda a Purgatori, prima di rispondere Purgatori ha detto "ecco, questa è una buona domanda", e io gongolavo tutto. Poi ho avuto il tempo di tornare a casa, cucinarmi un piatto di pasta e andare all'arena, dove ho incontrato alcune amiche mie. Il primo corto non mi è piaciuto, s'intitolava "Le stanze della vita" ed era troppo lirico per i miei gusti, troppo intenso, troppi sguardi sognanti, troppi archi nella colonna sonora. E mentre lo guardavo mi sono girato e ho visto Niccolò Ammaniti passare lì accanto, mi sono chiesto che cosa ci facesse lì, ma poi mi sono ricordato che nell'altra arena era ospite la moglie, Lorenza Indovina, ecco cosa ci faceva. Poi è cominciato un piccolo documentario intitolato "Stop trafficking in the city" che parlava dei rapimenti di bambini in Yemen, molto interessante, a un certo punto lì vicino a me sono passati alcuni bambini locali che erano indecisi se guardarlo o meno, uno di loro ha detto in dialetto "Ma sei pazzo? Ci dobbiamo vedere il film con i neri?" Quando il film è finito è salita sul palco la regista, Laura Battaglia, che vive da anni in Yemen e ha sposato un yemenita, e a un certo punto parlando del film ha detto che non è improvvisato ma è girato da una vera e brava giornalista, e questa vera e brava giornalista sarebbe lei, quindi boh. Poi hanno proiettato un documentario intitolato "Educazione effettiva" che raccontava l'ultimo anno di scuola elementare di una classe fiorentina, non era male, forse un po' lungo. Poi è salito sul palco il presentatore insieme alla regista del film che avrebbero proiettato dopo, s'intitolava "Vergine giurata", il presentatore ha fatto i complimenti alla regista e poi ha ammiccato verso il pubblico, ha detto "Dopo averlo visto capirete perché le ho fatto i complimenti". Il film in effetti era molto bello, raccontava una storia interessante, quella di una vergine giurata albanese, nei monti albanesi ci sono queste ragazze che fanno voto di castità a vita e in pratica si trasformano, anche fisicamente, in uomini, non ne sapevo niente. Poi il presentatore è tornato sul palco con la regista, le ha fatto altre domande e ogni tanto si voltava verso il pubblico, diceva "ci sono domande?", e quando vedeva che nessuno ne aveva ci guardava severo, con odio, sembrava pensare "che figura mi state facendo fare?", e poi niente, era ormai l'una, ho preso la bicicletta e sono andato a casa a dormire.

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