giovedì 16 luglio 2015

Diario festivaliero, giorno 7 (e ultimo)

Ieri sera sono andato a correre, poi il tempo di una doccia e di prendere qualcosa da mangiare e sono corso al festival, era l'ultimo giorno. Il presentatore è salito sul palco, ha detto che nell'altra arena stavano nominando i vincitori di quest'anno, ma noi dovevamo stare tranquilli perché alle dieci e mezza lui sarebbe venuto a dirci chi aveva vinto. Subito dopo è cominciato un documentario intitolato "La scuola d'estate" basato su un workshop, credo si dica, che Luca Ronconi ha tenuto due anni fa in Umbria in un casale ristrutturato con dei ragazzi appena usciti da un'accademia per attori, credo. In realtà ho perso quasi subito interesse, io ho un problema con gli attori, non è che mi stiano antipatici, è solo che mi sembra siano persone che non hanno mai superato il bisogno infantile di ricevere attenzioni, però mi sono detto che non dovevo giudicare e allora ho visto tutto il documentario anche se era abbastanza insostenibile. Quando è finito erano le dieci e mezza, non vedevo l'ora di sapere chi aveva vinto questo festival, ma sul palco non è salito nessuno, è partito subito il secondo documentario, questo però molto bello. S'intitolava "L'ultimo metro di pellicola" e parlava del passaggio, molto graduale in Sicilia, dai film in pellicola a quelli digitali, con interviste eccetera, era fatto molto bene. E quando è finito è salito sul palco il giovane regista insieme al presentatore che gli ha fatto alcune domande, e che poi si è voltato verso di noi, ha detto "volete sapere chi ha vinto?", qualcuno del pubblico ha detto "sì", e lui "non ve lo dico, lo leggerete domani sui giornali", e a me è salito il nervoso. Per fortuna che poi lui e la direttrice del festival sono passati lì accanto, io mi sono alzato e gli ho chiesto chi ha vinto, me l'hanno detto, ha vinto "Vergine giurata" per la giuria, e "Banana" per il pubblico. Ma non ne sono sicuro, perché poi parlando con un ragazzo che lavora per il festival sono saltati fuori altri titoli, comunque a me in fondo interessava poco chi ha vinto, ero contento di avere visto tutti quei film italiani, tutti o quasi molto belli, gratis, a due passi da casa mia, anche se quattro ore e mezza di cinema al giorno per sette giorni si facevano sentire, la testa mi girava, mentre tornavo a casa in bicicletta ero un po' contento che il festival fosse finito, e con lui questo diario.

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