venerdì 3 luglio 2015

La multa

Ogni tanto, soprattutto la notte, ripenso a quella multa che mi hanno fatto sul treno una quindicina di anni fa, stavo tornando all'università dopo essere stato a casa per votare alle elezioni e avevo sfruttato lo sconto-elezioni, solo che poi avevo lasciato il certificato elettorale a casa e quindi non potevo dimostrare al controllore di avere votato e allora lui mi ha fatto la multa, una multa piuttosto salata, mi sembra di ricordare. Solo che poi la multa non l'ho pagata, all'università ho chiesto a un professore di potere usare la sua macchina da scrivere (non ricordo perché non ho usato un computer, forse non lo sapevo ancora usare) e ho scritto una lunga lettera alle FS con cui spiegavo che la multa secondo me non valeva perché io avevo votato, se non ci credevano allegavo la fotocopia del certificato elettorale che mi ero fatto mandare da casa. Dopodiché niente, il silenzio. E ogni tanto, la notte, penso che quella multa non pagata potrebbe essere la mia rovina, la mia disgrazia. La immagino che col tempo, zitta zitta, è diventata sempre più grande (gli interessi, penso; e le accise -- c'entreranno le accise?) proprio come una palla di neve che rotolando a valle diventa un'immensa sfera di neve con il potenziale distruttivo di un carro armato. Chissà se un giorno riceverò una raccomandata che con freddo linguaggio burocratico mi comunicherà che le Ferrovie vogliono ridurmi sul lastrico, mi chiedo ogni tanto, soprattutto la notte.

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