venerdì 20 novembre 2015

Ancora da McSweeney's

(Il racconto originale si trova qui.)

RIPENSANDOCI, FORSE NON AVREI DOVUTO AVERE FRETTA DI ANDARMENE DALL'APPARTAMENTO UNIVERSITARIO DI MARK ZUCKERBERG
di Jory John

I. Kirkland house
stanza H33
Harvard University
Agosto 2003

CHRIS HUGHES: Ehi, ragazzi, mi sa che l'ufficio dormitori ha fatto un casino. Noi siamo quattro, ma in tutto l'appartamento ci sono soltanto tre letti.

DUSTIN MOSKOVITZ: Ho sentito dire che c'è una stanza libera in fondo al corridoio. Una singola.

MARK ZUCKERBERG: [Fissando concentrato lo schermo del suo computer] Mmmh?

IO: In effetti non mi dispiacerebbe una camera singola.

CHRIS HUGHES: Neanche a me. Sicuro che sia disponibile, Dustin?

DUSTIN MOSKOVITZ: Sì. Io però sto bene qui. Mi piace abitare insieme ad altre persone.

IO: Ragazzi, se non vi dispiace prenderei io la camera singola. Sono già piuttosto stressato per i corsi di questo semestre, e penso che un po' di spazio in più mi sarebbe d'aiuto.

CHRIS HUGHES: Sei sicuro? Ti perderai tutto il divertimento qua dentro.

IO: Onestamente mi sta bene. Adoro la solitudine, davvero. Sono un figlio unico.

DUSTIN MOSKOVITZ: Vorrei essere anch'io un figlio unico. [Risate]

MARK ZUCKERBERG: [Picchiando freneticamente sui tasti] Mmmh?

IO: Comunque sì, stare solo mi aiuta a sentirmi più creativo. Forse inventerò qualcosa.

DUSTIN MOSKOVITZ: Dovresti proprio.

CHRIS HUGHES: Cosa inventeresti?

IO: Non lo so. Mi piacciono le persone. Forse qualcosa che abbia a che fare con le persone.

MARK ZUCKERBERG: [Alza lo sguardo] Online?

IO: No, Matt, probabilmente no. Non sono proprio un asso dei computer.

MARK ZUCKERBERG: Oh. [Torna a guardare lo schermo; aggiunge piano:] Mark, comunque.

IO: Oh. Giusto. Mark. Scusa, Mark.

DUSTIN MOSKOVITZ: [A me] Ascolta, se te ne vai rischi di perderti qualcosa. Chissà che cosa ci inventeremo.

IO: [Con sarcasmo] Sì. Come no. Scommetto che cambierete il mondo e tutti quelli in questa stanza diventeranno miliardari.

[Risate prolungate]

MARK ZUCKERBERG: [Aggiungendo stringhe su stringhe di codice] Mmmh?

DUSTIN MOSKOVITZ: Questo però sembra un gran bel gruppo. Sarà diverso per te vivere tutto solo.

IO: D'accordo ma sarò comunque in fondo al corridoio. Posso venire quando mi pare, giusto?

CHRIS HUGHES: È chiaro.

DUSTIN MOSKOVITZ: Però c'è una bella differenza fra vivere qui e vivere altrove. Forse vuoi prenderti qualche minuto per pensarci.

IO: Non mi serve qualche minuto, Dustin. Sono convinto, se a voi ragazzi sta bene.

CHRIS HUGHES: Ok, amico. Come vuoi.

IO: Bene allora, è deciso! Prendo la mia roba.

MARK ZUCKERBERG: [Guardandomi mentre esco] Dove sta andando?

- -

II. Kirkland house
Stanza H46
30 minuti più tardi

Io: [Camminando avanti e indietro, colpendo l'aria con un pugno] Evvai, non posso crederci! Questa è vita – una stanza mia, un letto mio, nessuno che mi dorma accanto, che mi svegli a qualunque ora o che russi. Finalmente mi sono fatto valere e ho ottenuto quello che volevo: una cavolo di camera singola alla Kirkland House! Ce l'ho fatta. Eccomi qua, uno studente della migliore università del mondo, con una vista incredibile sul cortile, un mini frigo tutto mio e nessun fastidioso computer nei paraggi. Wow wow wow wow wow wow! [Compone un numero sul telefono, aspetta] Papà? Ehi, papà! Senti questa: non ci crederai mai – ho fatto in modo di avere una stanza tutta mia allo stesso prezzo di quella condivisa. Sì! Era disponibile e l'ho presa. Finalmente ho dato retta a quello che mi hai sempre detto sul farsi valere e cogliere al volo le occasioni che capitano. Be', questa l'ho colta. Sono convinto che sarà un gran bell'anno. Chissà cosa m'inventerò! Mi sento super creativo al momento. Sì! Ok, ci sentiamo presto. Bene. Saluta mamma per me. [Saltando sul letto] Woo hoo!

- -

III. Kirkland house
Stanza H33
Harvard University,
Febbraio 2004

IO: [entrando senza bussare] Ehi ragazzi!

[I COINQUILINI sono in piedi attorno a MARK ZUCKERBERG e guardano il suo schermo.]

IO: Ciao? Ehi, mi ricevete? Che succede, amici? State dando voti alla gente su "Hot or not"?

MARK ZUCKERBERG: [Compilando software] Mmmh?

IO: Uffa, a che cosa state lavorando?

CHRIS HUGHES: Oh, ehi. Come va, amico? Mark ha inventato un sito che connette fra loro gli studenti e noi gli stiamo dando una mano. Mark è l'amministratore delegato, io l'addetto stampa e Dustin il responsabile per la tecnologia.

IO: Che noia.

DUSTIN MOSKOVITZ: Internet non è il tuo campo, eh?

IO: No, stavo scherzando. Avete bisogno di una mano, ragazzi? In realtà ho un po' di tempo libero questo semestre. Posso essere il vice presidente, tipo?

DUSTIN MOKOVITZ: Nah, ci siamo già spartiti tutti i ruoli. Grazie comunque. Come va la camera singola?

IO: Sinceramente? È il massimo. Adoro avere un mini frigo tutto per me. E mi sento così produttivo. Ho fondato una fanzine tutta mia ieri sera. Si chiama "Off-Line". Parla di quanto sia meraviglioso allontanarsi dai computer per starsene all'aria aperta.

CHRIS HUGHES: Fico, amico. Grandioso. Senti – dovremmo davvero tornare al lavoro. Mark è sulla buona strada con questa cosa e non vorremmo distrarlo.

IO: Oh, certo. Ok. Non c'è problema. Ero passato solo per chiedere, qualcuno vuole venire con me a mensa per mangiare un boccone? È il martedì Taco!

DUSTIN MOSKOVITZ: Io ho già mangiato.

CHRIS HUGHES: Anch'io. Sono pieno. Grazie comunque.

IO: Bene così, ragazzi. Non lavorate troppo duramente. Ci vediamo allora...

MARK ZUCKERBERG: Mmmh?

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