domenica 29 novembre 2015

Il treno delle otto e quaranta

Poi ieri è stato bellissimo andare a Noto, e soprattutto tornare da Noto con il treno delle otto e quaranta, la stazione piccola, deserta e non presidiata, la campanella che avverte dell'arrivo del treno, il trenino che arriva ed è pieno di gente, ma non gente fastidiosa e rumorosa che parla al telefono, gente tranquilla, silenziosa; il controllore col cipiglio severo vestito di tutto punto con la divisa delle Ferrovie, e sedersi e finire di leggere il libro di Nino Vetri, e pensare che mi piacerebbe vivere in quel mentre, sul trenino di un sabato sera autunnale che da Noto porta a Siracusa, le luci fioche, l'ondeggiare del trenino diesel, pareva di essere in un'altra epoca, pareva, che bello, mamma mia.

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