martedì 1 dicembre 2015

The end of the tour

Pur non essendo mai stato un fan sfegatato di David Foster Wallace (ho attraversato una fase, una decina di anni fa, durante la quale ho letto più o meno tutto quello che ha scritto -- compreso Infinite Jest, che a causa della mole mi ha fatto prendere in giro dai compagni di servizio civile alla Croce rossa per tutti e due i mesi che ho impiegato a leggerlo), The end of the tour, il film tratto dal libro Although Of Course You End Up Becoming Yourself di David Lipsky (in italiano Come diventare se stessi*) mi è piaciuto molto e, forse complice le musiche di Danny Elfman, mi ha commosso.







(*: il libro di Lispky lo ricorderò per tutta la vita per un motivo preciso: l'ho letto al lavoro, in libreria, e a un certo punto entrò il politico più mani-in-pasta della città, che dopo avere letto il titolo mi ha guardato con quei suoi occhi da mani-in-pasta e detto, "Eh, sapesse quant'è difficile diventare se stessi, amico mio".)

4 commenti:

  1. Non ho capito questo passaggio: "Pur non essendo mai stato un fan sfegatato di David Foster Wallace (ho attraversato una fase, una decina di anni fa, durante la quale ho letto più o meno tutto quello che ha scritto". Il fatto che all'epoca tu abbia letto tutto quello che ha scritto sembra suggerire una certa attitudine da fan, almeno all'epoca, a meno che tu non intenda che l'hai letto ma senza gradire troppo. (Io non ho letto molto di suo.)

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  2. Meno male che non sei stato un fan sfegatato. Non lo sono neanch'io, è soltanto uno dei miei scrittori preferiti.

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  3. Anche a me piace molto. Intendevo che non sono quel tipo di fan che cita DFW ogni volta se ne presenta l'occasione o che lo reputa il più grande scrittore mai vissuto. (O che invece del nome completo scrive solo l'acronimo DFW..)

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