martedì 8 marzo 2016

Di modo

Anni fa, una quindicina, ho letto un libro di Stephen
King intitolato "On writing", e una delle cose che ricordo
di quel libro è che King consigliava agli aspiranti scrittori
di usare il meno possibile gli avverbi di modo, quelli, per
intenderci, che finiscono in -mente. In effetti non sono
belli gli avverbi di modo, ma ogni tanto, diciamo uno
ogni tot frasi, non fanno male, secondo me. Pensavo a
questa cosa oggi quando ho letto la rubrica di Michele
Serra su Repubblica, "L'amaca", dove Serra ha infilato
cinque avverbi di modo nello stesso periodo, questo:

"Ora questa idea di "chiudere i ristoranti indiani di Roma"
nel caso che l'ambasciatore indiano, appositamente
convocato da Storace eventualmente sindaco, non
restituisca immediatamente i due marò, è talmente
stupida da chiedersi che fine abbia fatto lo Storace
normalmente fascista, magari non elegantissimo ma
mai così inascoltabile."

Chissà se gli sono sfuggiti o se l'ha fatto apposta.

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