sabato 24 settembre 2016

Under the sun

Ho visto un bellissimo documentario sulla
Corea del Nord, anche se chiamarlo documentario
sulla Corea del Nord forse è sbagliato, perché
non è che il regista, Mansky, un russo, è andato
in Corea del Nord e si è messo a girare filmati
e intervistare persone. No, le autorità nordcoreane
gli hanno concesso di girare il suo, chiamiamolo così,
documentario, a patto però che inquadrasse quello
che dicevano loro, e quando lo dicevano loro, e che
le persone nordcoreane che venivano inquadrate
dicessero quello che volevano le loro, le autorità.
E il regista ha accettato, solo che poi nel documentario
finale ci ha messo tutto, ci ha messo anche le autorità
nordcoreane che preparavano le finte inquadrature,
che istruivano le comparse su cosa dire e come
dirlo, quando e quanto sorridere, come recitare
le continue, infinite filastrocche aventi per protagonista
"il generalissimo Kim Jong-Un". E secondo me
vedere queste persone che dicono ad altre
persone cosa dire e fare fingendo che la loro
vera vita fosse quella, è molto più istruttivo
di un qualunque normale documentario con
le interviste, e le lezioni, e le accuse eccetera.
E dico istruttivo nel senso che a me ha insegnato
molto di più sulla Corea del Nord questo modo
di raccontarla, di molti saggi e articoli.

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