giovedì 10 gennaio 2019

Moka

Ieri mi hanno scritto un paio di persone per sapere com’era andata a finire la storia del corriere. Sono riusciti gli addetti a percorrere quei duecento metri? Per quanto tempo li ho aspettati? Ecco la risposta: è andata come con il caffè. Certe volte stai lì, prepari la moka, ogni tanto sollevi il coperchio per sapere se il caffè ha cominciato a uscire. No, non ha cominciato. Allora pensi che potresti andare un attimo in quell’altra stanza a fare quell’altra cosa, che ci vuole? E vai nell’altra stanza, fai quell’altra cosa, ci metti dieci secondi. Poi torni in cucina e la moka è piena, il caffè è uscito e chissà da quanto tempo, c’è perfino quell’odore di bruciato di quando dimentichi di spegnere il fuoco della moka. Com’è possibile? Mi sono assentato solo dieci secondi, pensi. E la stessa cosa ieri. Dopo un’ora e mezza che aspettavo i corrieri a un certo punto sono salito in bici e sono andato a cercarli io. E a quel punto mi hanno telefonato, mi hanno detto, Dove sei? Siamo sotto casa tua ma tu non ci sei. Guarda che ce ne andiamo e torniamo domani. E allora sono corso in bicicletta per tornare al punto di partenza. Com’è possibile?, mi chiedevo in piedi sui pedali, Mi sono assentato solo dieci secondi. Come con la moka, mi pare. Uguale.

2 commenti:

  1. Il che porta a un'altra domanda: alla fine il pacco l'hai ricevuto o se ne sono andati?

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