mercoledì 17 aprile 2019

Palermo

Sono andato a Palermo, dove ho parlato di Davide e il mistero QWERTY a diverse classi di una scuola elementare, e tutto si è svolto così velocemente -- autobus, cena, b&b, sveglia, scuola, autobus -- che non so se è successo veramente, vediamo cosa mi ricordo, mi ricordo domenica il viaggio in autobus Siracusa-Palermo accanto a uno studente universitario che non ha smesso un attimo di parlare al telefono, chiudeva una telefonata e ne cominciava un'altra, tre ore così, l'horror vacui fatto persona, e poi a Palermo ho incontrato quella persona deliziosa che è Loredana di Moduvivendi, siamo andati al B&b, poi lei è stata brava a fingere di ignorare che nel posto in cui dovevamo cenare avremmo incontrato alcune persone che mi hanno fatto una piacevolissima sorpresa, abbiamo parlato di libri di A4, di tutto, poi sono andato a dormire, una notte strana è stata, ogni due ore mi svegliavo pensando, Oh no ho dormito troppo, e invece erano le due, le tre, le quattro, poi all'ora giusta ho fatto una doccia e sono andato da Modusvivendi, dove Fabrizio Piazza, che aspettava Catozzella per andare in un'altra scuola, mi ha detto, "Hai tagliato i capelli", quindi con Loredana siamo andati a scuola, ma a Palermo c'era brutto tempo, e Loredana è stata ancora più deliziosa, mi ha prestato l'impermeabile del padre, e in autobus scherzavamo che con quell'impermeabile adosso e la macchina da scrivere in mano sembravo un cronista di nera uscito dagli anni Settanta, poi a scuola è andato tutto bene, le maestre sono state gentilissime, e alcuni bambini mi hanno anche voluto abbracciare alla fine, che secondo me è il complimento più grande che un bambino possa fare a un adulto, poi siamo tornati in libreria, e prima di andare a prendere il bus per Siracusa Loredana mi ha fatto una foto con impermeabile e macchina da scrivere, spero tanto che me la mandi.

giovedì 11 aprile 2019

Ma come?!

E in poche ore, nelle ultime ventiquattro, sono passato dall'incontrare gente che mi diceva, Ma come?! Non hai visto? Hanno fotografato il primo buco nero della storia!, (con un tono che riserverebbero a chi non sta al passo coi tempi e non s'informa), a gente che mi diceva, Ma quella non è una foto, è una simulazione!, con un tono che di solito riserverebbero a quelli che credono a tutto quello che leggono. E io allora torno a casa, mi chiudo dentro, accendo la radio, mi preparo un caffè, e mi godo la sensazione che provo in quei momenti, la sensazione di chi, qualunque cosa succeda, non gli cambia niente. È una gran bella sensazione, devo ammettere.

lunedì 8 aprile 2019

Niente

Sono tre giorni che cerco di ritirare una raccomandata, ma non c'è verso. Il postino mi ha lasciato l'avviso, sono andato all'ufficio postale, mi hanno detto di tornare il giorno dopo perché non la trovavano. Il giorno dopo hanno allargato le braccia e, Niente, hanno detto, proprio non si trova, provi all'ufficio centrale. Sono stato all'ufficio centrale, l'addetto è entrato in una specie di cella frigorifera, quando è uscito ha allargato pure lui le braccia e, Niente, ha detto, riprovi all'ufficio postale. Domani tornerò a prendermi l'ennesima allargata di braccia, e poi se un giorno l'agenzia delle entrate verrà a pignorarmi i libri perché non ho pagato la cosa che non si trova in questi giorni, anch'io allargherò le braccia, a quel punto, e dirò, Niente, se proprio dovete, fate pure.

domenica 7 aprile 2019

In modo

E poi oggi pensavo, Ma quando si dice "pagare profumatamente qualcosa", di preciso che cosa s'intende? Cosa c'è di profumato nel maneggiare dei soldi? E poi, essendo un avverbio di modo, in teoria si potrebbe sostituire con "pagare qualcosa in modo profumato". Ecco, qual è questo modo profumato io vorrei saperlo, perché magari si può estendere anche in altri ambiti. Per esempio si potrebbe camminare profumatamente. Oppure mangiare, amare, sorridere. O si può solo pagare, in modo profumato?

venerdì 5 aprile 2019

Risotto

Oggi ho telefonato al servizio clienti della Knorr, avevo comprato un loro risotto e mi ero accorto che non diceva da nessuna parte come si divesse smaltire la busta, se nella plastica o nell'indifferenziata, niente. La ragazza che ha risposto è stata gentile e chiara, mi ha detto che la busta andava nell'indifferenziata perché è fatta in materiale poli qualcosa, non ricordo la parola precisa. "Posso aiutarla in qualche altro modo?" ha chiesto alla fine. Io ci ho pensato su, poi ho detto, "Non è che adesso mi mandate uno scatolone pieno di risotto?" "Prego?" ha detto lei. "No, niente" ho detto io, ho salutato e ho chiuso.