mercoledì 20 febbraio 2019

Fischio

Prima ero in bici, stavo ascoltando una canzone di Beck, a un certo punto ho sentito qualcuno fischiare, come se un amico volesse attirare la mia attenzione per salutarmi. Allora mi sono fermato e guardato intorno, ma niente, nessuno aveva fischiato. Sono ripartito, e ho risentito quel fischio. Di nuovo, mi sono fermato, ma nessuno aveva fischiato. Poi ho capito: il fischio era nella canzone di Beck. O nella mia testa. Una delle due, non so di preciso.

martedì 19 febbraio 2019

Harley

Poi oggi pensavo, Ma se ci sono quelli che si tatuano il logo della Harley Davidson, com'è che non ci sono anche quelli che si tatuano il marchio della Suzuki, per esempio? O della Yamaha? O della Piaggio? Io, se questo blog arriva a trent'anni, quasi quasi il logo della Renault me lo tatuo, piccolo, da qualche parte nascosta. Vediamo se nel 2035 me lo ricordo.

lunedì 18 febbraio 2019

Mandarini

E nel posto dove vado a correre c'è un punto, un po' in mezzo al nulla, a strapiombo sul mare, dove ogni settimana trovo una decina di mandarini tagliati a metà e lasciati lì, per terra, senza essere toccati. Ogni settimana qualcuno va lì, taglia a metà una decina di mandarini e li abbandona per terra. E ogni settimana mi chiedo chi faccia una cosa del genere, forse è un incantesimo, un rito di qualche tipo? Mi piacerebbe un giorno trovare lo sconosciuto o la sconosciuta che fa questa cosa, ma forse ci va di notte. Sono molto curioso.

venerdì 15 febbraio 2019

giovedì 14 febbraio 2019

Codardia

C'è gente che dice di avere letto libri che in realtà non ha letto, forse perché si vergogna, non lo so. A me capita una cosa diversa, dico che mi sono piaciuti romanzi che in realtà non mi sono piaciuti, e che a volte non ho nemmeno finito (per esempio Bernhard). E quando succede qualcosa del genere poi provo sempre un po' di vergogna verso me stesso, perché è comunque una forma di codardia, un cercare di evitare un conflitto con qualcuno che magari ha adorato quel certo libro. Però mi riprometto di non farlo più.

Poi stanotte ho sognato che Salinger non era morto, aveva solo finto di esserlo per potere trascorrere alcuni anni in pace, e dove veniva a trascorrerli gli ultimi anni di pace? A Siracusa, davanti a casa mia. Solo che io lo scoprivo che quel vecchietto era Salinger, e lui mi implorava di non dirlo a nessuno eccetera. Peccato fosse solo un sogno.